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1) La FIBRILLAZIONE atriale.

2) Le EXTRASISTOLIE.

3)Le ARITMIE .


fibrillazione atriale
 

1) FIBRILLAZIONE ATRIALE

 

Premesso che la fibrillazione atriale è una situazione clinica delicata e preoccupante ma sovente suscettibile di regressione se adeguatamente trattata, è importante conoscerla per curarla, ed a questo scopo serviranno le poche righe che seguono.

Il Paziente affetto da fibrillazione atriale può avvertire cardiopalmo, ossia palpitazioni di cuore, presentare un polso irregolare, spesso molto frequente e può accusare affanno di respiro soprattutto durante lo sforzo fisico, conseguenza della ridotta efficienza del cuore fibrillante.Talvolta, in particolare nelle forme insorte da molto tempo (croniche), il Paziente non avverte alcun fastidio, nè aumenti della frequenza cardiaca. In questi ammalati è soltanto avvertibile l'irregolarità del polso. Naturalmente si è persa un pò di efficenza del cuore, ma il Paziente si è abituato e non se ne rende conto.

La fibrillazione atriale è una turba del ritmo cardiaco conseguente a un danno dei centri dell'eccitabilità cardiaca. Questo disturbo comporta un  totale disordine del ritmo dell' atrio e quindi della contrazione cardiaca e la mancanza della  normale contrazione dell'atrio. La mancanza di contrazione dell'atrio determina una minore efficienza del cuore e quindi delle capacità fisiche del Paziente. Inoltre, poiché nell'atrio che non si contrae vi ristagna il sangue, si possono formare trombi ossia "volgarmente" coaguli di sangue . Questi, passando in circolo, vengono proiettati nelle arterie causandone l'occlusione ossia le embolie. Queste possono realizzarsi nel cervello, nell'occhio, negli arti o in qualsiasi parte del corpo, con danni locali spesso molto importanti ed irreversibili.

La fibrillazione è conseguenza di malattie delle valvole, di miocardiopatie o di malattie di altri organi, soprattutto della tiroide. Tuttavia può anche osservarsi in soggetti che non presentano alcuna delle alterazioni anzidette e che hanno un cuore ed un corpo apparentemente sano.

In presenza della recente  insorgenza di una fibrillazione atriale, avvertita dal Malato come palpitazione tachicardica accompagnata talvolta da affanno respiratorio è FONDAMENTALE non perdere tempo: sarà necessario,con un'adeguata terapia farmacologica, tentare di far regredire l'aritmia, comprenderne la causa, provvedere alla riduzione della coagulabilità del sangue, onde proteggere il Paziente dall'embolia. Se dopo molteplici ed adeguati trattamenti con i farmaci, ossia con la cardioversione chimica, non sarà stato possibile il ritorno al ritmo normale, detto sinusale, potrà essere valutata l'opportunità della cardioversione elettrica. Tale trattamento consiste nell'applicazione di una scarica elettrica al torace con il Paziente durante una brevissima anestesia, che di solito è in grado di interrompere l'aritmia. TUTTO QUESTO ANDRA' FATTO ENTRO POCHE ORE dall'INIZIO DEL DISTURBO, GUAI a  RIMANDARE AL GIORNO DOPO: potrebbero perdersi importanti opzioni terapeutiche. Quindi SUBITO ricorso al pronto soccorso dove sono esperti di questo popolare disturbo: non attendere l'intervento del proprio Medico. Dopo sara necessario istituire una terapia antiaritmica per stabilizzare il ritmo conquistato in pronto soccorso onde evitare le recidive: per questo si potrà immmediatamente ricorrere al proprio Medico o meglio al cardiologo.

Di massima chi è portatore di una fibrillazione atriale, di recente insorgenza, ha buone possibilità, se si sottopone a uno terapia adeguata e precoce, di farla regredire e mantenere il rimo sinusale. In tal caso non sarà NECESSARIA la TERAPIA ANTICOAGULANTE, ATTA A COMBATTERE LA FORMAZIONE DI TROMBI.. Se così non fosse, ossia se perdurasse la fibrillazione per l'impossibilità di farla regredire,  è d'obbligo l'istituzione di una terapia anticoagulante onde minimizzare le possibilità di trombo-embolia. Questa si realizza mediante la somministrazione del Coumadin o dei NUOVI farmaci anticoagulanti. I Pazienti in trattamento con Coumadin dovranno sempre avere con se fiale di Konakion, sostanza antidoto del Coumadin, capacedi frenare eventuali emorragie sempre possibili con l 'uso degli anticoagu,lanti. Per alcuni dei nuovi farmaci anticoagulanti non esistono ancora efficaci antidoti per  cui, per ora, ne sconsiglio, anche se in modo non tassativo l'uso .Da valutare attentamente, essendo invasivo, per casi ben selezionati,l'intervento di ablazione del tessuto cardiaco malato e causa dell fibrilllazione, mediante catetere spinto dall'arteria femorale ( all'inguine ) fino all'atrio (nel cuore ) dove sono localizzati i centri del ritmo mal funzionanti.

 

Il Professore, medico cardiologo attivo a Torino, è esperto nella diagnosi e nella terapia di questa insidiosa malattia.

 

 

 

2) LE EXTRASISTOLIE

 

La sintomatologia della aritmia extrasistolica è varia. Comunemente l'extrasistolia è avvertita come una palpitazione, talvolta un tremore, ovvero un arresto del cuore o un palpito fuori tempo segnalato dal paziente alla base del collo o alla gola o al centro del petto o addirittura livello dello stomaco. L’extrasistole provoca una sofferenza più o meno penosa, talvolta uno stato di ansia e di malessere insopportabili, in certi casi è accompagnata da un colpo di tosse. Molte volte l'extrasistolia non è affatto avvertita dal Paziente e questi sono casi fortunati.

. Questa palpitazione può comparire isolata, in modo sporadico nel corso della giornata, oppure regolarmente o capricciosamente intercalata a un certo numero di battiti del cuore. Talvolta si presentano numerose extrasistoli consecutive che accrescono il malessere del paziente ( queste talora preludono alla tachicardia parossistica, disturbo più serio, che va affrontato con rapidità ). Quando le extrasistoli sono avvertite dal Paziente e lo infastidiscono, è tassativo procedere alla loro assai semplice ed efficace terapia. Infatti in certe persone queste aritmie stanno alla base di una invalidante e comunque disturbante ANSIA CRONICA: per questo scopo esistono numerosi farmaci del tutto innocui e molto efficaci.

 

In moltissimi casi l’ aritmia extrasistolica non è avvertita dal Paziente e viene riscontrata casualmente nel corso di una visita medica o di un elettrocardiogramma. Più spesso compare a riposo, talvolta durante uno sforzo.

Alla prima comparsa di questa aritmia è bene sottoporsi ad un controllo cardiologico, poiché, se nella maggioranza dei casi le extrasistoli non indicano malattia, in alcuni rari casi possono essere la spia di una iniziale alterazione del cuore. Dopo queta approfondita visita non sarà più necessario proccuparsene. Tuttavia se fossero avvertite con fastidio o pena è bene farle scomparire onde evitare che, con l'andar del tempo, si scateni preoccupazione o addirittura ansietà.

 

 

Il Professore è un esperto nella diagnosi e nella terapia di questi disturbi.

 

 

 

 

3) LE ARITMIE

 

I denominano aritmie alcuni fenomeni come un'accelerazione del battito cardiaco che si chiama tachicardia, che se persistente va segnalata al Medico, oppure un rallentamento del battito ossia una bradicardia ( che se inferiore ai 45/50 battiti va indagata dal Cardiologo ), ovvero aritmie caratterizzate da polso e cuore con battito irregolare ossia non ritmico. Queste aritmie cardiache sono conseguenza di un disordine dello stimolo cardiaco necessario per la contrazione regolare del cuore. Per la loro precisazione è molto importante, oltre all'esame clinico, l'elettrocardiogramma.


Vi sono irregolarità avvertite dal Paziente, sporadicamente, come un tuffo al cuore, una pulsazione nel collo o al petto, come se il cuore si ”fermasse” : in questo caso si parla di extrasistolia. Sovente è molto fastidiosa: in tal caso è necessario curarla poiché frequente causa di ANSIETA’ CRONICA, situazione che provoca molto disagio e sofferenze; è comunque bene, la prima volta che si presentasse l’extrasistolia, parlarne al cardiologo specialista, onde escludere che sia l'espressione di una cardiopatia.

Se le irregolarità e l’accelerazione dei battiti fossero avvertite, in alcune occasioni, come continuative, si tratta di aritmie più importanti di cui la più nota sono la tachicardia parossistica e la fibrillazione atriale.

 

Altra aritmia frequente è la tachicardia parossistica atriale. Questa si presenta improvvisamente, o innescata da qualche extrasistole. E' caratterizzata da un battito ritmico assai frequente, solitamente sopra i 130 battiti al minuto, che può causare al Malato un senso di oppressione al petto, dispnea, e grande malessere accompagnato da polso molto accelerato. Se non si interrompesse spontaneamente, dopo qualche minuto, è necessario ricorrere alla somministrazione dei farmaci antiaritmici per farla cessare. Se queste crisi si ripresentassero frequentemente il Cardiologo prescriverà esami ed una terapia preventiva.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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