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ARITMIE CARDIACHE

 

 

 Aritmie cardiache o Palpitazioni, tachicardia, bradicardia (cuore lento)

Aritmie cardiache sono un disordine nella successione dei battiti del cuore per lo più conseguenti ad irregolarità dello stimolo necessario per la sua contrazione regolare. Queto stimolo proviene da una struttura denominata nodo del seno, situata nell'atrio del cuore. Per la loro precisazione è molto importante oltre all'esame clinico, l'elettrocardiogramma.

 

Si denominano aritmie ritmiche alcuni fenomeni come un'accelerazione del battito cardiaco sopra le 85 pulsazioni al minuto denominata tachicardia, che se persistente va segnalata al Medico, oppure un rallentamento del battito ossia una bradicardia ( che se inferiore ai 45 battiti va indagata dal Cardiologo ).

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Vi sono irregolarità avvertite dal Paziente, sporadicamente, come un tuffo al cuore, una pulsazione nel collo o al petto, come se il cuore si ”fermasse”o saltasse un battito : in questo caso si parla di extrasistolia. Essa è una contrazione del cuore fuori tempo. Frequentemente è inavvertita dal Paziente ma in alcuni casi è molto fastidiosa: in tal caso è necessario curarla poiché è frequente causa di ANSIETA’ CRONICA, situazione che provoca molto disagio e sofferenze.  E'comunque bene, la prima volta che si presentasse l’extrasistolia, parlarne al cardiologo specialista, onde escludere, con una approfondita visista, una volta per tutte, che essa sia l'espressione di una cardiopatia: così poi non ci si penserà più e si starà sereni.

 

Vi sono irregolarità del battito non isolate ma continuative , si tratta di aritmie più importanti di cui le più note  sono la tachicardia parossistica e la fibrillazione atriale. In quest’ultimo disordine del ritmo il polso è completamente irregolare e sovente molto frequente. Queste aritmie devono essere trattate tempestivamente, poiché oltre al fastidio arrecato al Paziente e lo scarso rendimento dell'attività cardiaca, si verifica che in assenza di una contrazione coordinata degli atrii vi sia un anomalo ristagno del sangue nell'atrio stesso. Questo è causa della formazione di trombi capaci di provocare embolia, complicanza sempre molto grave. Per evitare questa evenienza verrà immediatamente somministrata eparina e successivamente altri anticoagulanti.

 

Nel caso sia presente questa aritmia è importante riportarla al ritmo normale nel più breve tempo possibile ed all'uopo si somministrano farmaci sia di vecchia che di nuova generazione. Nei casi resistenti ai farmaci si pratica la cardioversione elettrica, trattamento indolore a cui di solito segue la normalizzazione del ritmo: questa andrà in seguito preservata con l’adatta somministrazione di farmaci.

 

L'ablazione endoscopica dei centri responsabili delle aritmie mediante catetere introdotto nel cuore, si è rivelata una terapia assai promettente: questa comunque, data l’invasività, va riservata a casi del tutto particolari e come ultima risorsa.

 

Se non si ottenesse, con nessuno di questi ausili, la normalizzazione del ritmo sarà d’obbligo l’uso continuativo degli anticoagulanti, (il più conosciuto è il Coumadin) , onde evitare la formazione di trombi. Il Paziente che fa uso di Coumadin o di farmaci simili deve SEMPRE avere a portata di mano l’antidoto antiemorragico: questo si chiama KONAKION fiale, e deve essere iniettato intramuscolo i caso di emorragia. Oggi sono entrati in uso molti altri anticoagulanti di uso assai più comodo poichè non richiedono costante monitoraggio. 

 

Si comprende come sia importante non lasciare nulla di intentato per ristabilire il ritmo normale, detto sinusale, poiché con la fibrillazione vi è una perdita di efficienza cardiaca. Inoltre l'uso di Coumadin, oltre ad esporre ad un certo rischio di emorragie, obbliga a fastidiosi e costosi controlli della coagulazione del sangue. I nuovi farmaci anticoagulanti evitano la necessità di questi controlli ma a loro volta espongono a maggiori rischi di emorragia: infatti, alla data, sono meno facilmente reperibili validi antidoti antiemorragici.

 

Altra aritmia frequente è la tachicardia parossistica atriale. Questa si presenta improvvisamente, o a seguito di qualche extrasistole. E' caratterizzata da un battito assai frequente, solitamente sopra i 130 battiti al minuto, ritmico, che può causare al malato un senso di oppressione al petto, dispnea, e grande malessere accompagnato da polso  accelerato. Se l'aritmia non si interrompesse spontaneamente dopo qualche minuto è necessario ricorrere all'ospedale per la somministrazione dei farmaci antiaritmici atti a farla cessare. Se queste crisi si ripresentassero frequentemente il Cardiologo prescriverà esami ed una terapia preventiva.

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