img.NjMwNjk0Mjc1
img.NjMwNjk0Mjc1

INDIRIZZO: Corso Giovanni Lanza, 78 - 10133 - Torino (TO)  ( ZONA oltrepò CRIMEA )
TELEFONO: 011 6601767 

CELLULARE: +39 330 513241

CRAVARIO DR. PROF. ANGELO CARDIOLOGO

P.IVA 01499710018

 

Cookie & Privacy Policy

Il Professore è SEMPRE REPERIBILE per casi urgentissimi al numero

Per problemi non urgentissimi telefonare al 011 6601767 e verrete richiamati dal Professore dopo poche ore.

WEBIDOO-logo-footer

Farmed by WEBIDOO

LA FIBRILLAZIONE ATRIALE

 

Premesso che la fibrillazione atriale è una situazione clinica delicata e preoccupante

ma sovente suscettibile di regressione se adeguatamente trattata, è importante

conoscerla per curarla, ed a questo scopo serviranno le poche righe che seguono.

Il Paziente affetto da fibrillazione atriale acuta (ossia ad improvvisa insorgenza),

talvolta con  attacchi anche distanziati fra loro di molti mesi,  può avvertire

improvviso

cardiopalmo, ossia palpitazione di cuore, presentare un polso irregolare,

spesso molto

frequente e può accusare affanno di respiro, oppressione al torace maggiormente

durante

lo sforzo fisico, conseguenza della ridotta efficienza del cuore fibrillante.

Tale crisi può durare un breve tempo e regredire spontaneamente o a seguito delle cure,

o può prolungarsi ore o giorni.

Talvolta, in particolare nelle forme insorte da molto tempo (croniche), il Paziente non avverte

più alcun fastidio, nè aumenti della frequenza cardiaca. In questi ammalati è soltanto avvertibile

l'irregolarità del polso. Naturalmente si è persa un pò di efficenza del cuore, ma il Paziente

si è abituato e sovente non se ne rende neppure più conto.

 

La fibrillazione atriale è una turba del ritmo cardiaco conseguente ad un danno dei centri dell'eccitabilità cardiaca. Questo disturbo comporta un  totale disordine del ritmo dell' atrio del cuore, da dove parte la stimolazione del battito del cuore,  e la mancanza della sua contrazione e in conseguenza irregolarità del ritmo e della efficienza della  contrazione dei ventricoli .

La mancanza di contrazione dell'atrio determina 1°) una minore efficienza del cuore e quindi delle capacità fisiche del Paziente. 2°) Inoltre, poiché nell'atrio che non si contrae efficacemente vi ristagna il sangue, si possono formare trombi ossia "volgarmente" detti coaguli di sangue . Questi, passando in circolo, vengono proiettati nelle arterie causandone l'occlusione ossia le embolie. Queste occlusioni possono realizzarsi nel cervello, nell'occhio, negli arti o in qualsiasi parte del corpo, con danni locali spesso molto importanti ed irreversibili. Per evitare questi eventi al Paziente vengono somministrati anticoagulanti. 3°) l'irregolarita totale del polso del soggetto.

La fibrillazione può essere conseguenza di malattie delle valvole cardiache, o dell'atrio sinistro, o di miocardiopatie o di malattie di altri organi, soprattutto della tiroide. Tuttavia può anche osservarsi in soggetti che non presentano alcuna delle alterazioni anzidette e che hanno un cuore ed un corpo apparentemente sano.

In presenza della recente  insorgenza di una fibrillazione atriale, avvertita dal Malato come palpitazione tachicardica accompagnata talvolta da affanno respiratorio è FONDAMENTALE non perdere tempo: ci si dovrà recare subito, e non il giorno dopo, al pronto soccorso. Quì sarà fatto il necessario, con un'adeguata terapia farmacologica detta antiaritmica, per tentare di far regredire l'aritmia, comprenderne la causa e provvedere alla riduzione deilla coagulabilità del sangue, onde proteggere il Paziente dall'embolia. Se dopo molteplici ed adeguati trattamenti con i farmaci, ossia con la cardioversione chimica, non sarà stato possibile il ritorno al ritmo normale, detto sinusale, potrà essere valutata l'opportunità della cardioversione elettrica. Tale trattamento consiste nell'applicazione di una scarica elettrica al torace del Paziente durante una brevissima anestesia. Tale cura di solito è in grado di interrompere l'aritmia. TUTTO QUESTO ANDRA' FATTO ENTRO POCHE ORE dall'INIZIO DEL DISTURBO, GUAI a  RIMANDARE AL GIORNO DOPO: potrebbero perdersi importanti opzioni terapeutiche e si dovrebbe rimandare la terapia antiaritmica a tre mesi dopo. Quindi IMMEDIATO ricorso al pronto soccorso dove i medici sono esperti di questo frequente disturbo senza attendere l'intervento del proprio Medico.

Dopo la dimissione sarà necessario istituire una terapia antiaritmica per stabilizzare il ritmo conquistato in pronto soccorso onde evitare le recidive: per questo si dovrà immmediatamente ricorrere  al cardiologo.

 

Di massima chi è portatore di una fibrillazione atriale, se di recente insorgenza, ha buone possibilità, se si sottoponesse a uno terapia adeguata e precoce, di farla regredire e mantenere il rimo sinusale. In tal caso non sarà NECESSARIA la fastidiosa ed impegnativa TERAPIA ANTICOAGULANTE, ATTA A COMBATTERE LA FORMAZIONE DI TROMBI.. Se così non fosse, ossia se perdurasse la fibrillazione per l'impossibilità di farla regredire,  è d'obbligo l'istituzione di una terapia anticoagulante onde minimizzare le possibilità di trombo-embolia. Questa si realizza mediante la somministrazione immmediata di preparati eparinici e del Coumadin o dei NUOVI farmaci anticoagulanti. I Pazienti in trattamento con Coumadin dovranno sempre avere con se fiale di Konakion, sostanza antidoto del Coumadin, capace di frenare eventuali emorragie sempre possibili con l 'uso degli anticoagulanti. Per alcuni dei nuovi farmaci anticoagulanti non esistono ancora efficaci antidoti per  cui, per ora, non ne consiglio, anche se in modo non tassativo, l'uso . 

Da valutare attentamente, essendo invasivo, quando la fibrillazione non regredisse o recidivasse più volte non ostante l'assunzione di farmaci e per casi ben selezionati, l'intervento di ablazione del tessuto cardiaco malato e causante la fibrilllazione. Questo mediante catetere introdotto nell'arteria femorale ( all'inguine ) e spinto fino all'atrio (nel cuore ) dove sono localizzati i centri del ritmo mal funzionanti.

 

Il Professore, medico cardiologo attivo a Torino, è esperto nella diagnosi e nella terapia di questa insidiosa malattia.

 

 

 

2) LE EXTRASISTOLIE

 

 La sintomatologia della aritmia extrasistolica è varia. Comunemente l'extrasistolia è avvertita come una palpitazione, come un tremore, ovvero come un tuffo al cuore, ovvero come un arresto del cuore o un palpito fuori tempo riferito dal Paziente alla base del collo o alla gola o  al centro del petto o allo stomaco.  Quetso fenomeno provoca una sofferenza più o meno penosa,  talora uno stato di ansia e di malessere  insopportabile. Talvolta l'extrasistole è accompagnata da un colpo di tosse. Molto frequentemente, in casi fortunati, l'extrasistolia non è avvertita dal Soggetto.

Questa palpitazione può comparire isolata, in modo sporadico nel corso della giornata, oppure regolarmente o capricciosamente intercalata a un certo numero di battiti del cuore normali. L'extrasistolia è molto capricciosa nelle sua manifestazione: può comparire a riposo, dopo i pasti, sparire sotto sforzo o, inversamente comparire dopo di questo. Talvolta si presentano numerose extrasistoli consecutive che accrescono il malessere del paziente ( queste talora preludono alla tachicardia parossistica, disturbo più serio, che va affrontato con rapidità ). Quando le extrasistoli compaiono per la prima volta e reiteratamente in un Paziente, questi sarà bene che consulti un cardiologo onde  confermare o meno la benignità del disturbo. Dopo questa visita egli non dovrà più preoccuparsi. Quando invece le extrasistoli sono avvertite dal Paziente e lo infastidiscono, è tassativo procedere alla loro assai semplice ed efficace terapia. Infatti in certe persone queste aritmie stanno alla base di una invalidante e comunque disturbante ANSIA CRONICA.

 

In moltissimi casi l’ aritmia extrasistolica non è avvertita dal Paziente e viene riscontrata casualmente nel corso di una visita medica o di un elettrocardiogramma.

Come già detto alla prima comparsa di questa aritmia è bene sottoporsi ad un controllo cardiologico, poiché, se nella maggioranza dei casi le extrasistoli non indicano malattia, in alcuni rari casi possono essere la spia di una iniziale alterazione del cuore. Dopo queta approfondita visita non sarà più necessario proccuparsene.

 

Il Professore è un esperto nella diagnosi e nella terapia di questi disturbi.

 

 

 

 

3) LE ARITMIE

 

Si denominano aritmie ritmiche alcuni fenomeni come un'accelerazione del battito cardiaco, oltre gli 80 battiti al minuto a riposo, che si chiama tachicardia, che se persistente va segnalata al Medico, oppure un rallentamento del battito ossia una bradicardia ( che se inferiore ai 45/50 battiti va indagata dal Cardiologo ). Parimenti vi sono aritmie caratterizzate da polso e cuore con battito irregolare ossia non ritmico. Queste aritmie cardiache sono conseguenza di un disordine dello stimolo cardiaco, che nasce nell'atrio, necessario per la contrazione regolare del ventricolo. Per la loro precisazione è molto importante, oltre all'esame clinico, l'elettrocardiogramma.

 

Vi sono irregolarità avvertite dal Paziente, sporadicamente, come un tuffo al cuore, una pulsazione nel collo o al petto, come se il cuore si ”fermasse” : in questo caso si parla di extrasistolia. Sovente è molto fastidiosa: in tal caso è necessario curarla poiché frequente causa di ANSIETA’ CRONICA, situazione che provoca molto disagio e sofferenze; è comunque bene, la prima volta che si presentasse l’extrasistolia, parlarne al cardiologo specialista, onde escludere che sia l'espressione di una cardiopatia.

Se le irregolarità e l’accelerazione dei battiti fossero avvertite, in alcune occasioni, come continuative, si tratta di aritmie più importanti di cui le più note sono la tachicardia parossistica e la fibrillazione atriale. (vedi sopra)

 

Altra aritmia frequente è la tachicardia parossistica atriale. Questa si presenta improvvisamente, sovente innescata da qualche extrasistole. E' caratterizzata da un battito ritmico assai frequente, solitamente sopra i 130 battiti al minuto, che può causare al Malato un senso di oppressione al petto, dispnea, e grande malessere accompagnato da polso molto accelerato. Se non si interrompesse spontaneamente, dopo qualche minuto, è necessario ricorrere alla somministrazione dei farmaci antiaritmici per farla cessare. In tal caso il Paziente si recherà in pronto soccorso. Se queste crisi si ripresentassero frequentemente il Cardiologo prescriverà esami ed una terapia preventiva.

img.MjAyOTkxODQ0MA.jpeg