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MALATTIE DEL CUORE E PREVENZIONE

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INDICE DELLA PAGINA :

 

1) sintomi e situazioni da non trascurare per il bene della propria salute. Quali sono i sintomi che devono indurre ad una consultazione cardiologica.
2) Prevenzione delle cardiopatie secondo il pensiero del PROF. Cravario
3) cuore ed assunzione di psicofarmaci.
4) come dobbiamo comportarci per prevenire le malattie cardiovascolari.
5) brevi consigli da seguire in presenza dei più comuni disturbi cardiologici.
6) principali patologie trattate nello studio del Prof. Cravario. Brevissima sintesi
7) ipertensione arteriosa.
8) fibrillazione e flutter atriali.
9) aritmie cardiache.

10) extrasistolie.
11) attacchi di panico cardiocircolatorio: sintomi,comprensione della malattia,terapia.
12) fame d'aria con crisi d'ansia.
13) ansietà lieve ma prolungata sostenuta da  DISTURBI FISICI, COSIDETTI "INNOCENTI".
14) Infarto cardiaco.
15) angina pectoris.
16) Vizi valvolari.
17) Ictus e TIA.
18) prevenzione delle malattie cardiocircolatorie.
19) modalità della visita, costi per onorari,  prenotazioni.

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1) SINTOMI E SITUAZIONI DA NON TRASCURARE:

COME COMPORTARSI per SALVAGUARDARE L'APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO?

 

A quali manifestazioni si deve dare importanza e considerarle campanelli d'allarme ?​

Premesso che oggi per moltissime malattie della circolazione e del cuore

vi sono rimedi e terapie efficaci fino a qualche anno addietro inimmaginabili,

si deve tener conto che le malattie del cuore e della circolazione sono ancora

la principale causa di morte nel mondo. Spesso esse agiscono in modo brutale,

portando a morte il Paziente in pochissimi istanti e frequentemente senza

dare alcun segno premonitore. È chiaro che è molto importante evidenziare,

prima che questi eventi drammatici si materializzino, indizi che possano evitarli.

Sono proprio questi indizi che il Cardiologo esperto deve individuare onde

preservare il Paziente da questi gravi fatti morbosi.

Una Persona, di QUALSIASI ETA', deve sapere che i PRINCIPALI fattori

di RISCHIO ASSOLUTO cardiovascolare sono la FAMIGLIARITÀ per malattia cardiaca,

(per esempio, Padre o Nonno  o Zio o fratello o sorella o cugino colpiti

da infarto cardiaco giovanile?), la PRESSIONE arteriosa superiore a 145/80,

ossia l'IPERTENSIONE arteriosa, il sovrappeso, il diabete, l'ipercolesterolemia,

iperuricemia, la scarsa attività fisica, il fumo di sigaretta, l'eccessivo consumo

di alcool o di droghe e lo STRESS eccessivo.

Se una persona NON avesse DISTURBI e non presentasse alcuno dei FATTORI di RISCHIO ASSOLUTO ( sopra elencati ) non vi è necessità di consulenza cardiologica fino ai quarant'anni salvo che il Soggetto praticasse SPORT faticosi.

È chiaro che un Soggetto, anche se ancora in GIOVANE ETA' e senza alcun SINTOMO di malattia, presesentasse anche uno solo dei fattori di rischio assoluto , debba confrontarsi con un esperto cardiologo al più presto (molti di questi fattori di rischio possono essere resi, con adatte misure, inoffensivi) presenza di

A QUARANT’ANNI di età, anche se non vi fossero ancora evidenti sintomi o fattori di rischio, sarà bene sottoporsi al check-up cardiocircolatorio. Se questo non fosse possibile, sarà opportuno almeno misurare, anche solo in Farmacia ed una volta all’anno, la pressione arteriosa ( come detto NON deve essere superiore a 145/80 ), la glicemia ( NON dovrà superare i 110 mg% ), il colesterolo del sangue ( NON dovrà superare i 220 mg% ), i trigliceridi ( non devono superare i 150 mg.% ) e l' acido urico ( valore massimo 7 mg% ). Tassativo il controllo cardiologico se comparissero crisi di PANICO o di ANSIA con fenomeni CARDIOCIRCOLATORI associati.

Se si praticassero SPORT FATICOSI è doveroso un controllo Cardiologico approfondito in particolare dopo i 30 anni di età.

I Pazienti con CRISI o ATTACCHI di panico andranno visitati e controllati a fondo, per una valida diagnosi e l'esclusione di una malattia organica e soprattutto per evidenziore quei disturbi, come extrasistoli, tachicardie, dolori al torace, dolori al braccio sinistro, crisi di mancanza di respiro ecc. che sono capaci di scatenare le crisi. Sarà d'obbligo la terapia drastica anche dei più lievi disturbi poichè in questi Soggetti, frequentemente, sono tali moderate molestie a determinare grande insicurezza ed ansietà ed a scatenare le crisi.

Si dovrà controllare il cuore nei Pazienti in TERAPIA con PSICOFARMACI, con particolare attenzione al tratto Q-T dell’elettrocardiogramma, che può venire alterato dall’assunzione tali importanti sostanze. In tal caso il Cardiologo valuterà la situazione assieme allo Psichiatra.

Quali sono i sintomi che ci devono indurre ad una Consultazione Cardiologica:

Il sintomo più comune delle cardiopatie è la DISPNEA, ossia una penosa sensazione relativa all'atto respiratorio, simile ad una manacanza d'aria.
Normalmente non ci accorgiamo di respirare, vi è dipnea quando respirare è in qualche modo faticoso e sgradevole. Questa può comparire a riposo ed è sintomo grave. Può presentarsi anche soltanto durante l'attività fisica ed è denominata dispnea da sforzo, ossia il cosiddetto fiatone o l'affanno di respiro. Questo insorge normalmente se si compiono sforzi a cui non siamo abituati. Se questa dispnea la rilevassimo più accentuata del solito, per esempio salendo una scala a cui siamo abituati o trasportando un peso o camminando in salita, sarà bene parlarne al medico che prescriverà un controllo cardiologico.La mancanza di fiato sarebbe ancora più grave se si presentasse a riposo o nella notte, talvolta risvegliando il Paziente poi costretto ad alzarsi dal letto e ad aprire la finestra per meglio respirare.

L'ASMA cardiaco è una forma improvvisa e molto grave di dispnea ed è accompagnata da senso di soffocamento e di fame d'aria. Richiede un immediato intervento cardiologico in pronto soccorso .

 

 

FAME D'ARIA CON CRISI D'ANSIA è una forma di dispnea che si presenta in alcune persone, nei momenti più impensati. Queste accusano una DIFFICOLTA' di RESPIRO, avvertita come incapacità a riempire completamente d'aria i polmoni, più a riposo che non sotto sforzo: questo determina grave apprensione, ansia ed angoscia. Si può configurare così una crisi di Panico che talvolta porta il Paziente al pronto Soccorso e assai frequentemente allo Psichiatra.
Si è visto che se molti di questi casi sono effettivamente di competenza psicologica, in tanti altri la difficoltà respiratoria ossia la dispnea è causata da motivi FISICI REALI ma fugaci. Per questo motivo il Paziente andrà esaminato meticolosamente dal cardiologo onde escludere cause fisiche del disturbo, talvolta di difficile obbiettivazione, come, per esempio, fugaci crisi asmatiche o brevi episodi aritmici, tachicardici, ecc. SI eviterà così così di curare con la psicoterapia o gli psicofarmaci un Soggetto che necessita di ben altre terapie, (cardiologiche o pneumologiche).

Altro sintomo è il DOLORE precordiale o retrosternale, ossia un dolore o un'oppressione a livello del torace, in particolare a sinistra dove è situato il cuore. Questo dolore può irradiarsi all’ arto superiore sinistro. Può insorgere a riposo oppure essere scatenato o accentuato dallo sforzo fisico o da un'emozione, talvolta dal respirare aria gelida. Nei casi di insufficienza coronarica o nell'angina pectoris può anche insorgere senza apparente motivo. Il dolore è determinato da uno scarso afflusso di sangue al miocardio per un restringimento, così detta stenosi, di un arteria coronaria. Se l'afflusso non venisse prontamente ristabilito insorgerebbe l'infarto miocardico. Solitamente il dolore precordiale, se dipendente dalla circolazione, si accompagna ad oppressione e difficoltà respiratoria, a sudorazione fredda ed a senso di grave angoscia o di morte.
Il dolore anginoso può essere avvertito a livello o dello stomaco o dell'addome superiore ed in tal caso è facilmente confuso con una banale "indigestione".
Talvolta il dolore è riferito in corrispondenza del dorso, fra la scapole.

Questi sintomi dolorosi, anche se non particolarmente intensi, richiedono una immediata precisazione cardiologica possibilmente in Pronto Soccorso, senza perdere tempo prezioso nell'attesa di una visita medica domiciliare . Infatti l'infarto si può prevenire soltanto con un'immediata rivascolarizzazione coronarica solo possibile nei grandi Ospedali ai quali il Paziente deve immediatamente ricorrere.

Non tutti i dolori al torace devono essere ascritti alla circolazione, poichè in quella sede è avvertito il dolore pleurico, osteoarticolare ossia della cassa toracica, muscolare, polmonare, esofageo e non ultimo il dolore premonitore di herpes zoster.
Da questo si evince come il cardiologo esperto non debba omettere la visita accurata, oltre che del cuore, di tutti gli altri organi e apparati compresa la cute !.

Il classico "ANGOR", tipico dell'angina pectoris, è un dolore più o meno intenso, improvviso, di tipo costrittivo accompagnato da oppressione di respiro, localizzato in sede retrosternale, talvolta è presente sudorazione fredda, pallore e senso di morte. Può avvenire senza causa evidente, talvolta a letto, o dopo uno sforzo, o dopo una emozione,o dopo un eccesso alimentare,o respirando aria molto fredda. Dopo alcuni minuti scompare spontaneamente. Richiede un immediato intervento cardiologico in pronto soccorso.

Importante sintomo è la PALPITAZIONE, anche denominata cardiopalmo, ossia la percezione di una sensazione molesta in coincidenza con il battito cardiaco. Andrà segnalata la sua comparsa al cardiologo. All'esame del polso potrà essere rilevabile un battito veloce , o troppo lento, o aritmico.

Infatti si dovrà prestare attenzione oltre che al ritmo, alla FREQUENZA del polso: se vi fosse disordine nella successione dei battiti o se questi superassero abitualmente, a riposo, gli 85 battiti al minuto, o se la frequenza fosse inferiore alle 50 pulsazioni/min., dovrà essere interpellato il Cardiologo.

Anche se vi fossero ARITMIE, ossia irregolarità dei battiti del cuore o del polso, presumibilmente EXTRASISTOLI, talvolta avvertite come pulsazioni anomale alla base del collo o al torace, sarà opportuno parlarne al cardiologo che ne determinerà la causa. Questi eseguirà, oltre alla visita, un esame elettrocardiografico indispensabile per una accurata diagnosi. Se non venisse individuata una malattia cardiologica causale, come un vizio valvolare o un ischemia miocardica, ecc., l'extrasistolia, anche denominata battito prematuro, sarebbe da considerare un disturbo benigno che, se non arrecasse fastidio al Paziente, non necessiterebbe di terapia.
Se fosse molesto per il Paziente dovrà tassativamente essere trattato onde evitare l'insorgenza di ansia cronica o depressione.

In caso di FIBRILLAZIONE atriale acuta, caratterizzata da aritmia del polso e tachicardia, ossia tachiaritmia, accompagnata talvolta da affanno, quanto più presto si ricorrerà al pronto soccorso meglio sarà : infatti quì potrànno essere somministrati farmaci atti ad interromperla. Questo non sarà più possibile se si attendesse oltre il primo giorno. Infatti se non si procedesse subito all'interruzione dell'aritmia si dovrà istituire un trattamento anticoagulante della durata di tre mesi, onde liberare il cuore da eventuali trombi. Questo prima di poter procedere alla terapia eradicante della fibrillazione. Si evince che in questi casi è d'obbligo il ricorso immediato al pronto soccorso e non il giorno dopo.

Esiste anche una FIBRILLAZIONE ATRIALE CRONICA, non tachicardica, talvolta ignorata dal Paziente e scoperta casualmente: in tal caso dovrà essere istituita terapia anticoagulante onde evitare devastanti embolie, spesso cerebrali, con conseguente ictus. Posto così il Paziente in sicurezza, si dovrà poi valutare la possibilità clinica di farla regredire.

CAPOGIRO o senso di vertigine: controllo accurato della pressione arteriosa, eventualmente prima col Paziente sdraiato e successivamente in posizione eretta, e della frequenza cardiaca. Oltre che dalla pressione arteriosa il capogiro può dipendere da riniti, otiti, faringiti determinanti infiammazioni del labirinto, lesioni cerebrali o alterazioni osteoarticolari a livello del collo. Comunque ,se persistesse ricorso al medico..

 

Le variazioni della PRESSIONE ARTERIOSA : si parla di IPERTENSIONE quando la pressione masssima supera i 140 mm di mercurio e/o la minima gli 80 mm di mercurio. Se questi valori fossero superiori, in particolare quelli della pressione minima, dovrannno essere rimisurati per qualche settimana e, se confermati elevati, riferiti al cardiologo.

Si deve sapere che NON TUTTE LE IPERTENSIONI SONO UGUALI e che è importante la prescrizione della terapia più appropriata allo specifico caso clinico, ossia una cura personalizzata. Non è sufficiente la prescrizione di una qualsiasi delle decine di qualità diverse di pillole antipertensive presenti nelle farmacie. Si eviteranno così effetti collaterali molesti e vi sarà un migliore controllo della malattia con dosi minori di farmaco, Quindi è d'obbligo un approfondito studio dell'iperteso, comprensivo dell'esame del fondo dell'occhio, che dovrà sempre essere eseguito a questi Pazienti, oltre la valutazione di tutti gli altri organi ed apparati.
Se comparissero in corso di terapia ipotensiva astenia, ossia stanchezza, capogiri, ipotensione, TOSSE persistente, SENSO di SVENIMENTO, TURBE del SESSO tipo impotenza, estremità fredde, ecc. si dovrà immediatamente contattare il Cardiologo. 

Si parla di IPOTENSIONE quando i valori della pressione massima sono inferiori a 100 mm di mercurio e/o quelli della minima inferiori a 60 mm di mercurio : se l'ipotensione fosse riscontrata in un soggetto che non ha disturbi non è il caso di preoccuparsi e non vi è necessità di terapia.
Se il Paziente invece presentasse malessere, pallore, sudorazione improvvisa, capogiro, senso di svenimento, soprattutto nei cambiamenti di posizione ( da sdraiato a eretto ), si parlerebbe di ipotensione ortostatica, lipotimia o di collasso e l'episodio dovrà essere riferito al medico.
Sul momento il Paziente dovrà restare coricato sul dorso con la testa bassa e senza cuscino con le gambe sollevate contro un muro.
Non devono preoccupare i malesseri, a tipo senso di svenimento, insorti durante abbondanti pranzi o in Chiesa, nel corso di funzioni religiose, poichè in tali casi vi sono fattori causali comuni ed ovvii. Può essere utile, passata la crisi, la misurazione della pressione arteriosa a Paziente coricato e successivamente in posizione eretta onde escludere l'ipotensione ortostatica frequente in Soggetti trattati con ipotensivi o psicofarmaci.

 

 

Il PANICO CARDIOCIRCOLATORIO è una grave sintomatologia di disagio psicologico con ansia o angoscia, accompagnata da sintomi fisici quali il dolore precordiale talvolta irradiato al braccio sinistro, la palpitazione, la tachicardia, la sudorazione, l'ipertensione arteriosa, l'oppressione respiratoria, la mancanza “ di fiato “, senso di tremore, il timore di morire, d'impazzire, di perdere il controllo, ecc..
Frequentemente i soggetti affetti da questo disturbo sono erroneamente considerati "neuropatici" ed inviati allo psichiatra dicendo loro " non è nulla di grave, è solo nervoso" o peggio "devi convivere con questri disturbi"....., senza prima aver compiuto una precisazione diagnostica sufficiente, quale per esempio, la determinazione delle catecolamine circolanti , l' esclusione di aritmie transitorie, non più evidenti nel momento della visita, così come di fugaci crisi asmatiche o di Porfirìe (dove l'uso dei calmanti peggiora la situazione clinica), oltre alla definizione precisa di eventuali dolori toracici (di natura esofagea, da riflusso, pleurica, cardiaca, od ossea o muscolare), tutte possibili cause dei disturbi. La minuziosa visita del cardiologo è necessaria onde giungere ad una diagnosi "certa", che tranquillizzi totalmente la persona se questa risulterà sana , ovvero gli indichi la terapia adeguata se malata. Infatti nei soggetti presentanti PANICO, che io denomino CARDIOCIRCOLATORIO, per motivi vari, si è creata una ipersensibilità a sintomi di malattie non gravi, che tuttavia sono capaci di scatenare queste importanti crisi angosciose. Sarà compito del cardiologo esperto individuare tali alterazioni, anche se lievi ed innocue, come per esempio le extrasistoli, dolori della gabbia toracica, sintomi gastro esofagei, ecc. e procedere alla loro drastica terapia affinchè queste gravi, invalidanti e dolorose manifestazioni ansiose ed angosciose non si ripetano e cronicizzino.
La terapia oggi è resa possibile da i numerosi ed attivissimi farmaci, soprattutto antiaritmici, antibroncospastici, ecc. atti ad evitare la reiterazione dello stress a Pazienti che già patiscono di fragilità emotiva. Nulla di peggio per un tale Paziente sentirsi dire: "non è nulla di grave, è solo nervoso" o peggio "devi convivere con questi disturbi", senza la conseguente istituzione di una valida e precoce terapia e non solo la prescrizione di psicofarmaci quali lo Xanax o altro sedativo.
Nello Studio Cravario si ha una particolare esperienza con riguardo a tali situazioni morbose e molto frequentemente, senza applicare terapie con psicofarmaci, si raggiunge la loro stabilizzazione.Si fa notare che questi Pazienti non sono MALATI IMMAGINARI, ossia Patofobici che necessitano di terapia psicologica o psichiatrica, ma sono Persone che soffrono per qualche anomalo sintomo fisico trascurato e non adeguatamente trattato.

FAME D'ARIA CON CRISI D'ANSIA
Alcune persone, nei momenti più impensati, accusano una DIFFICOLTA' di RESPIRO, avvertita come incapacità a riempire completamente d'aria i polmoni, frequentemente più a riposo che non sotto sforzo: questo sintomo determina grave apprensione, ansia ed angoscia. Si può anche scatenare una crisi di Panico che talvolta porta il Paziente al pronto Soccorso e assai sovente allo Psichiatra. Si è visto che molti di questi casi sono effettivamente di competenza psicologica, ma in tanti altri la difficoltà respiratoria, ossia la dispnea, è causata da motivi fisici. Per questo motivo il Paziente andrà esaminato meticolosamente dal cardiologo onde escludere cause fisiche del disturbo, talvolta di difficile obbiettivazione, come, per esempio, fugaci crisi asmatiche o brevi crisi aritmiche, tachicardiche, ecc. SI eviterà così così di curare con psicoterapia o psicofarmaci un Soggetto che necessita di ben altre terapie.

ANSIETA’ LIEVE MA PROLUGATA SOSTENUTA DA DISTURBI FISICI così detti INNOCENTI.

E’ questo il caso di tanti Soggetti affetti da INNOCENTI disturbi (ossia che non esprimono malattia grave) quali PALPITAZIONI, extrasistoli, brevi tachicardie, DOLORI localizzati al torace di variata definizione come puntori, a stilettate, oppressivi, profondi, superficiali, intercostali, sincroni col respiro, talvolta notturni, brevi SINTOMI RESPIRATORI con apparenre difficoltà a riempire a dovere i polmoni, ecc. che sono stati rassicurati a suo tempo dal medico sulla benignità di tali disturbi e sulla non necessità della loro terapia. Questa rassicurazione basta a molte Persone per non far più caso a questi sintomi ed in tale situazione l’astensionismo terapeutico è giusto ed accettabile. (Naturalmente la sicura innocuità di tali disturbi deve essere confermata dal Cardiologo).                                             
Tuttavia esistono Soggetti che sono molto disturbati da questi malesseri che, se pur loro sanno essere benigni, tuttavia causano dolori e fastidio o, se pur lievi, reazioni emotive alla lunga invalidanti.
In questi casì è doveroso per il medico trattare con adeguati farmaci questi sintomi al fine di evitare in questi Pazienti l’insorgenza di complicazioni psicologiche invalidanti. Queste sono lo stabilirsi di senso di insicurezza sulla propria salute, mancanza di una completa serenità e, col tempo, ansietà lieve ma cronica, talvolta anche depressione, turbe del sonno ed altre possibili sofferenze.

La TOSSE, se persistente ovvero accompagnata da sputo di color rosato, è un sintomo che consiglia una consulenza medica. Comunque la tosse persistente dopo alcune settimane, sia essa secca che accompagnata da espettorazione, deve essere sottoposta ad indagini e cure.

È importante la NICTURIA, ossia la necessità di orinare durante la notte, soprattutto quando non è conseguenza di motivi urologici. Di solito la nicturia è accompagnata da oliguria diurna ossia emissione di scarsa orina. A questi sintomi si accompagna talvolta il GONFIORE alle caviglie, denominato EDEMA, che può scomparire durante la notte. Questi sintomi richiedono un parere CARDIOLOGICO.

La comparsa di gonfiore ai piedi e alle caviglie in assenza di vene varicose o di flebiti, è sempre fenomeno patologico di pertinenza cardiologica. Questo gonfiore, di solito è presente alla sera e scompare nella notte.

La necessità di dormire con molti guanciali, oppure il doversi sedere sul bordo del letto, improvvisamente, durante la notte, o spalancare la finestra, onde respirare meglio, è un sintomo da prendere in seria considerazione e ci si deve consultare col cardiologo.

L'INSONNIA spesso accompagna le cardiopatie organiche.

La CIANOSI è una colorazione bluastra della cute e delle mucose visibili, conseguenza di una cattiva ossigenazione del sangue, rilevabile soprattutto al volto e sulle labbra. Richiede parere medico cardiologico.

Altro sintomo è il RESPIRO PERIODICO che si presenta nel sonno ed è caratterizzato da un andamento ondulante della respirazione: gli atti ispiratori si fanno sempre più profondi finché viene raggiunto l'acme d'ampiezza respiratoria; questa tende poi a diminuire fino ad una pausa del respiro della durata anche di molti secondi. All'apnea segue un altro ciclo respiratorio e così via. Deve essere segnalata al medico.

Le dita a BACCHETTA DI TAMBURO sono una deformazione a clava delle estremità delle dita delle mani o dei piedi. In tal caso le unghie appaiono allargate e convesse come un vetrino d'orologio. Possono essere una importante spia di malattie cardiache congenite o del polmone e vanno riferite al medico.

Nei PAZIENTI in TERAPIA con PSICOFARMACI, dovrà essere eseguito elettrocardiogramma con particolare attenzione al tratto Q-T , che può venire alterato dall’assunzione di tali importanti sostanze. In tal caso sarà opportuno un confronto fra il Cardiologo esperto e lo PSICHIATRA onde eventualmente modificare la terapia.

Le APNEE NOTTURNE che si verificano nei soggetti RUSSATORI, ossia le pause prolungate del respiro oltre qualche secondo durante il sonno di questi Soggetti, vanno attentamente valutate perché, oltre ai danni cerebrali e cardiaci causati dalla carenza di ossigeno determinata dall’interruzione del respiro, esse provocano pericolose crisi di sonnolenza diurna nei maschi ( talvolta con addormentamenti invincibili di pochi secondi causa di inspiegabili incidenti automobilistici o sul lavoro ). Nelle donne la sonnolenza diurna è sostituita da una stanchezza invincibile. Bisognerà misurare la durata delle pause respiratorie e riferirne al Medico per l’eventuale esecuzione di esami specifici.


Nell’età adulta si dovrà, ogni 2 o 3 anni, controllare la normalità nel sangue dello zucchero ( Glicemia massima 110 mg.% ), del colesterolo ( massimo 225 mg% ), dei trigliceridi ( massimo 140 mg% ) e dell’acido urico ( massimo 6,5 mg% ). Questi esami potranno essere praticati rapidamente e con poca spesa anche in farmacia . Se alterati si dovrà parlarne al Medico per una ulteriore approfondita valutazione.

Annualmente si misurerà la pressione arteriosa. Questa non dovrà superare i 145 mm/Hg per la massima,e gli 80 mm/Hg per la minima. In caso di aumenti il cardiologo ne capirà il motivo e, caso per caso, stabilirà il tipo di terapia e l'eventuale ipotensivo più adatto: infatti ogni iperteso ha delle caratteristiche particolari di malattia ed in conseguenza di terapia che dovrà essere personalizzata.

Per quanto riguarda la circolazione periferica, il DOLORE ai POLPACCI o ai GLUTEI, scatenato dalla deambulazione, soprattutto se in salita, o il raffreddamento spontaneo di un arto o il suo colorito violaceo o un intenso formicolio, o il dolore a riposo,o il gonfiore, sono sintomi di una cattiva circolazione periferica da segnalare al Cardiologo.

L’ ANEURISMA dell'aorta, ossia l' anormale dilatazione del nostro maggiore vaso arterioso per parziale cedimento delle sue pareti, può, in occasione di cedimenti improvvisi e sempre possibili quando l'arteria è ANEURISMATICA, causare dolore toracico intenso, o a tipo coltellata fra le scapole, oppure serio dolore addominale (SE L'ANEURISMA FOSSE DELL' AORTA ADDOMINALE) o sintomatologie dolorose che si irradiano ad entrambi gli arti superiori o inferiori. Tali sintomatologie dolorose improvvise richiedono immediato accesso al pronto soccorso.

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CRAVARIO DR. PROF. ANGELO CARDIOLOGO

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2) Prevenzione e diagnosi delle malattie del cuore e della circolazione secondo il pensiero del Professor Angelo Cravario.

E' risaputo che quanto più presto è diagnosticata una infermità tanto maggiore sarà la possibilità di una sua efficace terapia.
È anche noto che le malattie cardiache e circolatorie sono la causa più frequente di morbilità e di morte delle persone. Spesso esse agiscono in modo brutale, portando a morte il paziente in pochissimi istanti, e frequentemente senza dare alcun segno premonitore.

Da questo si evince che in cardiologia, quando la malattia si manifesta, di solito il suo inesorabile procedere è molto rapido e sovente più non permette all' Ammalato di sfruttare le grandi possibilità terapeutiche dellla moderna medicina.

È chiaro che è molto importante evidenziare, quando possibile, e prima che questi eventi drammatici si materializzino, indizi che possano evitarli. Sono proprio questi indizi che il Cardiologo esperto deve individuare onde preservare il Paziente da gravi fatti morbosi. Infatti oggi vi sono grandi possibilità preventive, inimmaginabili anche nel recente passato.

Una Persona, di QUALSIASI ETA', deve sapere che i PRINCIPALI fattori di RISCHIO ASSOLUTO cardiovascolare sono la FAMGILIARITÀ per malattia cardiaca, la PRESSIONE arteriosa superiore a 145/80 , il sovrappeso, l'obesità, il diabete, l'ipercolesterolemia, l'iperuricemia, la scarsa attività fisica, il fumo di sigaretta, l'eccessivo consumo di alcool o di droghe e lo STRESS eccessivo.

In presenza di uno di questi fattori una persona di buon senso deve sottoporsi a visita cardiologica. In particolare per la Famigliarità se un fratello o un cugino, o un genitore avesse presentato un disturbo in età giovanile quale per esempio un ictus, o un infarto cardiaco, o un aneurisma, sarà d'obbligo per il Soggetto il sottoporsi ad accurata visita cardilogica, eventualmente supportata dai moderni esami, onde escludere quelle malattie di cui si è esemplificato o se presenti poterle curare in tempo.

In particolare, per salvaguardare il cuore, se l'anamnesi famigliare RILEVASSE LA PRESENZA DI INFARTO in età giovanile di un membro consanguineo della famiglia del paziente, soprattutto se di età simile, sarà d'obbligo l'esecuzione degli esami di routine (glicemia, colesterolemia, trigliceridemia, uricemia e prove coagulatorie complete di omocisteinemia, polimorfismo della protrombina ed apc resistance ), di una visita cardiologica attenta, di un elettrocardiogramma, di un test ergometrico, e soprattutto e senza indugio, di una coronarografia non invasiva mediante tac delle coronarie.
Tutto quanto detto va eseguito anche in assenza di qualsiasi sintomo di malattia perchè quando i sintomi comparissero sarebbe troppo tardi.

Certamente, date le ristrettezze economiche della sanità, vi sarà una certa difficoltà a realizzare questo programma, ma bisognerà insistere in ogni modo per ottenerlo.

Tutto quanto appena detto varrà anche per quei soggetti ATTEMPATI, ma con una "SALUTE di FERRO", che praticano SPORT FATICOSI, talvolta anche in alta quota. Non saranno certamente sufficienti una semplice visita, anche se eseguita dal cardiologo, ed un elettrocardiogramma a scongiurare ogni pericolo: sarà necessario procedere ad esami più esaustivi.....

Inoltre se una Persona si accorgesse di avere qualche disturbo riconducibile a quanto sopra ho descritto come "SINTOMI E SITUAZIONI PREOCCUPANTI" , vedi in testa a questa pagina, anche se in giovane età, dovrà subito recarsi dal Medico.

Per tutti gli altri casi ci si potrà comportare come a seguito indicherò:

Se un Soggetto stesse bene, non avesse compiuto i 40 anni, non praticasse sport, non presentasse fattori di rischio, di cui prima si è parlato, potrà semplicemente misurare, una volta ogni 1 o 2 anni, ed anche solo in Farmacia, la Pressione arteriosa, il peso, la glicemia, la colesterolemia,la trigliceridemia e l' uricemia: se vi sarà qualche alterazione ne parlerà al suo Medico. Altrimenti resterà tranquillo.

Se una persona sopra i 30 anni praticasse SPORT FATICOSI, ovvero conducesse una vita insana con ECCESSI ALIMENTARI, stress, fumo, sovrappeso, dovrà richiedere una visita cardiologica.

Se un Soggetto godesse di ottima salute e non presentasse sintomi ma, avendo quarant’anni o più, praticasse SPORT faticosi , ovvero conducesse una vita insana con ECCESSI alimentari, STRESS , fumo, esagerata sedentarità, sovrappeso ecc. sarà bene che si rivolgesse al Cardiologo. Questi controllerà la sua salute cardiocircolatoria, ossia eseguirà il cosìdetto check-up cardiocircolatorio.

Il Professore inoltre consiglia di controllare il cuore nei Pazienti in TERAPIA con PSICOFARMACI, con particolare attenzione al tratto Q-T dell’elettrocardiogramma, che può venire alterato dall’assunzione tali importanti sostanze.

Anche i Pazienti affetti da ATTACCHI o CRISI di PANICO, di solito considerati dei nevrotici, andranno attentamente esaminati onde ricercare eventuali malattie misconosciute, come la presenza di un eccesso di catecolamine in circolo o aritmie di breve durata, o fugaci crisi asmatiche, una sindrome porfirica, ecc., una causa vera e scatenante dell'insicurezza e dei loro gravi ed invalidanti disturbi. Trattando queste situazioni cliniche vi saranno buone possibilità di riprendere una buona salute.

Se comparisse anche uno solo dei sintomi sopra elencati,a qualsiasi età, anche giovanile, ci si dovrà confrontare con un esperto Cardiologo.



RIASSUMENDO si può affermare che se una Persona, anche in giovane età, avvertisse uno dei sintomi sopra illustrati oppure se presentasse uno dei PRINCIPALI fattori di rischio cardiovascolare, ossia una familiarità per malattia cardiaca, la pressione arteriosa elevata, il sovrappeso e l'obesità, il diabete, l'ipercolesterolemia, la scarsa attività fisica, il fumo di sigaretta e lo stress eccessivo sarà a rischio di cardiopatia. Quindi, anche se ancora IN GIOVANE ETA’, dovrà confrontarsi con un esperto cardiologo ( molti di questi fattori di rischio possono essere resi, con adatte misure, inoffensivi ).



Dopo i QUARANT’ANNI di età, anche se non vi fossero evidenti fattori di rischio, sarà bene sottoporsi al check-up cardiocircolatorio: comunque, se questo non fosse possibile, sarà opportuno misurare, anche solo in Farmacia ed una volta all’anno, la pressione arteriosa, la glicemia, l’uricemia, i trigliceridi ed il colesterolo del sangue.



Situazione che IMPONE la visita Cardiologica é lo Sport, soprattutto se eseguito da persone ULTRAQUARANTENNI :  lo Sport è  benefico se eseguito da soggetti anche Anziani ma sani, mentre è pernicioso se eseguito da Individui anche in giovane età con situazioni cliniche alterate, magari misconosciute, e di cui è necessaria la correzione. Tener conto che in soggetti non più giovani non è sufficiente l'esecuzione di un elettrocardiogramma per affermare la loro idoneità allo sport, ma è necessaria una più che approfondita visita cardiologica che talvolta deve anche avvalersi di esami  clinici quali ad esempio la TAC delle coronarie o l'ecocardiogamma. 

3) CUORE ED ASSUNZIONE DI PSICOFARMACI​

l Professore controlla il cuore nei Pazienti in terapia con Psicofarmaci, con particolare attenzione al tratto Q-T dell’elettrocardiogramma, che può venire alterato dall’assunzione di tali importanti sostanze. Questa alterazione, in particolare l’allungamento dell’ intervallo Q-T , se presente, deve essere attentamente valutata dal Medico.




RIASSUMENDO si può affermare che se una Persona, anche in giovane età, avvertisse uno dei sintomi sopra illustrati oppure se presentasse uno dei PRINCIPALI fattori di rischio cardiovascolare, ossia una familiarità per malattia cardiaca, la pressione arteriosa elevata, il sovrappeso e l'obesità, il diabete, l'ipercolesterolemia, la scarsa attività fisica, il fumo di sigaretta e lo stress eccessivo sarà a rischio di cardiopatia. Quindi, anche se ancora IN GIOVANE ETA’, dovrà confrontarsi con un esperto cardiologo ( molti di questi fattori di rischio possono essere resi, con adatte misure, inoffensivi ).

Dopo i QUARANT’ANNI di età, anche se non vi fossero evidenti fattori di rischio, sarà bene sottoporsi al check-up cardiocircolatorio: comunque, se questo non fosse possibile, sarà opportuno misurare, anche solo in Farmacia ed una volta all’anno, la pressione arteriosa, la glicemia, l’uricemia, i trigliceridi ed il colesterolo del sangue.

Situazione che IMPONE la visita Cardiologica é lo Sport, soprattutto se eseguito da persone ULTRAQUARANTENNI :  lo Sport è  benefico se eseguito da soggetti anche Anziani ma sani, mentre è pernicioso se eseguito da Individui anche in giovane età con situazioni cliniche alterate, magari misconosciute, e di cui è necessaria la correzione. Tener conto che in soggetti non più giovani non è sufficiente l'esecuzione di un elettrocardiogramma per affermare la loro idoneità allo sport, ma è necessaria una più che approfondita visita cardiologica che talvolta deve anche avvalersi di esami  clinici quali ad esempio la TAC delle coronarie o l'ecocardiogamma.

4) IN SOSTANZA COME DOBBIAMO COMPORTARCI PER PREVENIRE LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI

!° se non non vi fossero sintomi o fattori di rischio o la pratica di sport faticosi non necessaria visita cardiologica fino ai 40 anni

2° se comparisse uno qualsiasi dei sintomi preoccupanti descritti nella sezione "sintomi preoccupanti" ovvero fosse presente anche uno solo dei fattori di rischio assoluto (vedi sopra  in questo sito), ci si deve sottoporre a visita cardiologica, anche se giovani.

3° oltre i quarant'anni è opportuno misurare annualmente la pressione arteriosa, il livello di colesterolo, di trigliceridi, acido urico e di zucchero nel sangue e sarà prudente eseguire un check-up cardiologico con elettrocardiogramma.

4° già da giovani sottoporsi a visita cardiologica se vi fossero cardiopatie familiari o se si evidenziassero casualmente (visite mediche, visite sportive) alterazionii cardiocircolatorie, tipo ipertensione o aritmie, o aumenti del colesterolo o dello zucchero del sangue.

5° se si praticasse SPORT o GRANDI FATICHE FISICHE, soprattutto se oltre i 45 anni, sottoporsi a controllo Cardiologico approfondito.

6° se si assumessero PSICOFARMACI cronicamente è d'uopo consultare il Cardiologo per il controllo del cuore e del tratto Q - T dell'elettrocardiogramma.

7° se fossero presenti crisi di panico o di ansia il cardiologo dovrà valutare la presenza di eccesso di catecolamine, di porfirine o di disturbi cardiorespiratori anche, lievi come extrasistoli, aritmie, dolori toracici, difficoltà di respiro, capaci di scatenarle.

5) BREVI CONSIGLI DA SEGUIRE IN  PRESENZA DEI PIU' COMUNI DISTURBI CARDIOLOGICI :

Se tachicardia persistente oltre qualche giorno, non oltre i 100 battiti per minuto, in assenza di altri sintomi, senza motivi evidenti a causarla tipo stress o febbre, con calma eseguire visita cardiologica.

Se frequenza inferiore a 45/m' , persistente per qualche giorno,  sottoporsi con calma a visita cardiologica. Se la bradicardia, ossia la bassa frequenza, fosse accompagnata da capogiro o senso di svenimento, affrettare questa visita, onde non rischiare cadute al suolo.

In caso di tachicardia persistente sopra i 100 battiti per minuto, o di aritmia con tachicardia persistente, probabilmente trattasi di fibrillazione atriale: se non regredisse entro 1 ora, recarsi in Pronto Soccorso per la  terapia, senza attendere il giorno dopo, poichè si perderebbero importanti opzioni di cura.

Se regredisse entro 1 ora recarsi il giorno seguente dal cardiologo.

Se fibrillazione atriale cronica, ossia presente da molto tempo, già in terapia anticoagulante, con calma esguire visita cardiologica per valutare l'opportunità di un tentatvo di normalizzazione del ritmo.

Se palpitazioni isolate, quasi certamente sono extrasistoli, non spaventarsi e, senza urgenza, richiedere visita Cardiologica per confermarne la benignità. Se le extrasistoli fossero già state attentamente studiate e diagnosticate come disturbi innocenti, senza danno cardiaco, non più preoccuparsene, non terapia. Tuttavia se causassero  fastidio, o peggio ansietà al Paziente, non indugiare a trattarle onde farle scomparire al più presto: si eviteranno così i frequenti casi di ansia cronica seguita talvolta da attacchi di panico, che io definisco cardiorespiratorio,  che molte e gravisofferenze provocano a questi Soggetti.

Dolori al petto, dietro lo sterno, al precordio  o alla "bocca" dello stomaco, se accompagnati da mancanza di respiro, pallore o sudorazione fredda o  senso di svenimento: immediato ricorso al pronto soccorso DI UN GRANDE OSPEDALE, senza attendere l'arrivo di un medico: solo così si potrà evitare l'insorgenza di un infarto con danno miocardico. Più la terapia sarà precoce, minore sarà il danno.

Dolore improvviso fra le scapole , accompagnato da grave ansieta, talvolta irradiazione agli arti superiori ed al petto. ricorso immediato al pronto soccorso di un grande ospedale per possibile lesione di un aneurisma aortico.

Dolore violento ed in crescendo all'addome, con grave angoscia, talvolta irradiazione alle cosce: controllo presso pronto soccorso per possibile lesione di aneurisma  dell'aorta addominale.

Crisi di mancanza di respiro improvvisa,  persistente ed immotivata: ricorso al Pronto soccorso di grande ospedale per possibile  danno ischemicocardiaco.

Se episodi di "FAME D'ARIA", ossia sensazione di non riuscire a riempire d'aria i polmoni, senza altri sintomi, non spaventarsi ma ricorrere al più presto al cardiologo onde precisarne la causa ed istituirne la terapia.


Se mancanza di respiro causata da sforzo, fisico come il camminare velocemente o salire una scala, se di recente insorgenza, o peggio ingravescenti, praticare con calma visita cardiologica. Di primo acchito controllo della pressione arteriosa.


Se si riscontrassero valori pressori superiori a 140 per la pressione massima, ovvero 80 mm di mercurio per la pressione minima (anche solo in farmacia), se persistenti per più di qualche settimana, visita cardiologica per l'eventuale istituzione di terapia. Questa dovrà essere personalizzata, ossia scelta accuratamente dopo approfondita visita che dovrà esaminare tutti gli organi ed apparati, compreso fondo dell'occhio. Questo al fine di scegliere per ogni Paziente le terapie più adatte, onde evitare effetti collaterali e somministrare la terapia più efficace e al minor dosaggio  per quel tipo di Malato.


Crisi di ansia o di panico, prima di ogni altra terapia recarsi dal cardiologo esperto in questo tipo di disturbo, onde escludere dopo accuratissima visita, cause fisiche (aritmie, brevi crisi asmatiche, extrasistolie, eccesso di catecolamine, porfirìe. ecc)  .Evitare la terapia con psicofarmaci prima di questo importante accertamento.)

Se paresi di un arto, o bocca stirata da un lato, o difficoltà di parola, ricorso immediato a centro ANTISTROKE di un grande ospedale senza attendere visita medica domiciliare, opeggio attendendo al giorno seguente "per vedere se passa".

 

6) PRINCIPALI PATOLOGIE TRATTATE NELLO STUDIO DEL PROF. CRAVARIO : ​

7) IPERTENSIONE ARTERIOSA:

Premetto che oggi l’ipertensione arteriosa è malattia perfettamente controllabile ed, in alcuni casi, guaribile : per questo motivo è necessario che il Paziente la conosca. Per tale scopo leggete attentamente questa breve illustrazione della malattia.
Si parla di ipertensione arteriosa quando la pressione massima è superiore a 140/150 mm di mercurio oppure quando la pressione minima è superiore a 80 mm di mercurio.
Quando ci si accorgesse di essere ipertesi è importante precisare il motivo dell'aumento della pressione. Il Malato dovrà consultare un Cardiolgo per una visita approfondita che comprenda, oltre lo studio di tutti gli organi e apparati in rapporto con l'ipertensione anche lo studio dei vasellini del fondo dell'occhio.
Questo poichè non tutte le ipertensioni sono uguali, e a seconda dei casi, richiederanno terapie diverse ( e non solo la prescrizione di una qualsiasi "pillola per la pressione alta" ! )
L'ipertensione infatti può essere dovuta a molteplici cause: a malattie dei reni, a malattie cardiovascolari, a malattie delle ghiandole endocrine, a malattie dei centri nervosi, a malattie del sangue oppure ad una semplice sregolazione dei meccanismi deputati a mantenere la pressione sanguigna normale. Se si accertasse che la causa dell'ipertensione fosse una delle malattie sopraddette si provvederà alla terapia specifica di questa e probabilmente la pressione si normalizzerà. Se nessuna di queste malattie venisse evidenziata si diagnosticherài una pertensione essenziale, ossia senza causa apparente. In tal caso si suggeriranno stili di vita, diete, o farmaci che che contribuiranno a far normalizzare la pressione arteriosa.
Quello che è importante sapere è che l'ipertensione determina un grave quanto inutile sovraccarico di lavoro ai vasi sanguigni e al cuore, sia di giorno che di notte, con un lento instaurarsi di danni irreversibili a queste strutture ed agli organi e tessuti che queste irrorano.
La precoce normalizzazione della pressione arteriosa è in grado di evitare queste gravi complicazioni.
I farmaci adatti a questo compito sono numerosi: ognuno con particolari caratteristiche: non sarà bene somministrare all'iperteso una pillola ipotensiva di qualsiasi tipo, ma il Malato andrà studiato al fine di somministrargli il farmaco più adatto: a tal fine è importante la consulenza cardiologica, soprattutto se il paziente fosse di giovane età.
Se scelte, dosate e somministrate con sapienza, queste medicine non arrecano alcun disturbo al Malato e ne determinano una rapida guarigione.

Ricordare che se un farmaco provocasse dei disturbi al Paziente, quali ad esempio capogiro, stanchezza, impotenza, TURBE SESSUALI,tosse, intolleranza gastrica, ecc., egli dovrà parlarne al medico affinché tassativamente questi modifichi la terapia. Un farmaco deve dare benessere e non deve causare molestie al Malato.
Uno dei più inusitati effetti avversi di alcuni ipotensivi, per altro di ottima qualità, è l'insorgEnza, dopo alcuni mesi di terapia e solo in Persone predisposte, di tosse stizzosa ed insistente,. Questa scompare totalmente dopo la sostituzione del farmaco.

8) FIBRILLAZIONE ATRIALE:

Premesso che la fibrillazione atriale è una situazione clinica delicata e preoccupante ma sovente suscettibile di regressione se adeguatamente trattata, è importante conoscerla per curarla, ed a questo scopo devono servire le poche righe che seguiranno.
Il Paziente affetto da fibrillazione atriale acuta o parossistica avverte cardiopalmo, ossia palpitazioni di cuore, presenta un polso irregolare , spesso molto frequente e può lamentare affanno di respiro soprattutto durante lo sforzo fisico. Alcune volte, nella forma cronica vi è fibrillazione senza alcun sintoma ed il Paziente avverte soltanto un polso aritmico e non frequente. La fibrillazione atriale è una turba del ritmo cardiaco conseguente a un danno dei centri dell'eccitabilità cardiaca. Questi sono situati negli atri del cuore e ne determinano una disordinata  contrazione a cui consegueno irregolarità della contrazione ventricolare.
La fibrillazione causa una minore efficienza del cuore e quindi del corpo di chi ne è affetto. Inoltre, poiché nell'atrio che non si contrae  ristagna il sangue, si possono formare trombi ( ossia una specie di coaguli ). Questi, passando in circolo, proiettati nelle arterie, possono determinarne l'occlusione  verificandosi le embolie nel cervello, nell'occhio, negli arti o in qualsiasi altra parte del corpo, con danni locali spesso molto importanti.
La fibrillazione può essere conseguenza di malattie delle valvole cardiache, di malattie del muscolo cardiaco, di ischemia, di ipertensione o di affezioni di altri organi, soprattutto della tiroide. Tuttavia la fibrillazione può anche osservarsi in soggetti che non presentano nessuna delle alterazioni anzidette ed che hanno un cuore sano : in tal caso si parla di forrme idiopatiche.
In presenza di una fibrillazione atriale è fondamentale non perdere tempo onde evitare le embolie, gli effetti nefasti della tachicardia e la cronicizzazione: sarà necessario comprenderne la causa , se possibile eliminarla, provvedere alla riduzione della coagulabilità del sangue, onde proteggere il paziente dall'embolia, e cercare, con una adeguata terapia farmacologica, di fare regredire l' aritmia. Se dopo molteplici ed adeguati trattamenti con i farmaci antiaritmici non fosse stato possibile il ritorno al ritmo normale, potrà essere valutata l'opportunità della cardioversione elettrica. Questa consiste nell'applicazione, dopo breve anestesia, di una scarica elettrica al torace che spesso è in grado di interrompere la aritmia; naturalmente allo shock elettrico deve seguire l'istituzione di una terapia farmacologica preventiva antiarimica altrimenti si avrà la recidiva. Di recente si è ricorsi, in casi particolari, all'ablazione causticando, mediante l'introduzione di catetere nel cuore, le zone malate. Data l’invasività sarà questa l’ultima opzione da prendere in considerazione.
Di massima si può dire che chi è portatore di una fibrillazione atriale , di recente insorgenza, deve AL PIU' PRESTO (poiche altrimenti vi è rischio di embolizzazione), direi con urgenza, tentare di normalizzare il ritmo del cuore poichè ha buone possibilità, se si sottopone tempestivamente a una terapia adeguata, di farla regredire ( rivolgersi subito al Pronto Soccorso senza attendere il GIORNO DOPO ) .  Se così non fosse è d'obbligo l'istituzione di una terapia anticoagulante o mediante il Coumadin o con i nuovi farmaci adatti allo scopo. Con queste precauzioni vengono minimizzate le possibilità di trombo embolia e dopo adeguato lasso di tempo, di solito 3 mesi si potrà procedere alla cardioversione farmacologica. La terapia con il Coumadin , oltre ad esporre il Paziente a pur limitati rischi di emorragia, condiziona fastidiosi controlli della coagulabilità del sangue. Il Paziente in terapia con coumadin deve avere sempre con sé il KONAKION fiale , antidoto del Coumadin, da iniettare in caso di emorragia. I nuovi farmaci anticoagulanti richiedono meno controlli ma presentano maggiori rischi per emorragie.

9) ARITMIE CARDIACHE:

Le aritmie cardiache sono sia le alterazioni della successione dei battiti cardiaci  che della loro frequenza. Per la loro precisazione è molto importante l'elettrocardiogramma. Si può rilevare un'accelerazione del battito cardiaco denominata tachicardia, un rallentamento del battito ossia una bradicardia, oppure aritmie caratterizzate da polso e cuore con battito irregolare. Vi sono irregolarità avvertite dal paziente sporadicamente, come l'extrasistolia che si presenta come un tuffo al cuore, un arresto del cuore o un palpito fuori tempo. Questo è percepito dal Paziente alla base del collo o alla gola o al centro del petto o addirittura livello dello stomaco. L’extrasistole provoca una sensazione più o meno penosa, spesso uno stato di ansia e di malessere insopportabili. Le extrasistoli non sono di solito indice di malattia, pur essendo talvolta molto fastidiose; è bene, la prima volta che si presentassero, ed una volta per tutte, parlarne al Cardiologo, onde escludere che siano espressione di una cardiopatia. Se le irregolarità fossero avvertite, in alcune occasioni, come continuative, si tratterebbe di aritmie più importanti di cui le più note sono la tachicardia parossistica e la fibrillazione atriale . In quest'ultimo disordine del ritmo il polso è completamente irregolare. Quest’aritmia deve essere trattata tempestivamente, poiché è caratterizzata da una assenza di contrazione coordinata degli atrii dove, per un anomalo ristagno del sangue, possono formarsi trombi capaci di provocare embolia, complicanza sempre molto grave. Nel caso sia presente questa aritmia è importante riportarla al ritmo normale nel più breve tempo possibile ( rivolgersi subito al Pronto Soccorso senza attendere il GIORNO DOPO ) ed all'uopo, dopo approfondito studio, si somministrano farmaci sia di vecchia che di nuova generazione e nei casi del tutto resistenti si pratica la cardioversione elettrica. L'ablazione dei centri responsabili delle aritmie mediante catetere introdotto nel cuore, si è rivelata una terapia assai promettente: questa comunque va riservata, dopo attenta valutazione, a casi del tutto particolari. Se non si ottenesse con nessuno di questi ausili la normalizzazione del ritmo, si cesseranno i tentativi di normalizzazione del rimo e si sarà obbligati ad usare gli anticoagulanti, il più conosciuto è il Coumadin, onde evitare la formazione di trombi. Si comprende come sia importante non lasciare nulla di intentato per ristabilire il ritmo normale, detto sinusale, poiché l'uso di Coumadin, oltre ad esporre ad un certo rischio di emorragie, ( è opportuno che il Paziente abbia sempre con se Konakion fiale, antidoto del coumadin, da iniettarsi in caso di emorragia ), obbliga a fastidiosi e costosi controlli della coagulazione del sangue. I nuovi farmaci richiedono meno controlli ma presenano maggiori rischi per emorragia poichè non per tutti è reperibile facilmente l'antidoto.
Altra aritmia è la tachicardia parossistica sopraventricolare caratterizzata da un improviso fastidio al petto accompagnato da cardiopalmo, mancanza di respiro, talvolta capogiro, alta frequenza cardiaca e di polso: questo è veloce ma regolare ( 130/140 battiti al minuto ). Se non regredisse spontaneamente entro qualche ora essa va trattata in Pronto Soccorso.

10) EXTRASISTOLIE:

La sintomatologia della aritmia extrasistolica è varia. Comunemente l'extrasistolia è avvertita come una palpitazione, talvolta un tremore, ovvero un arresto del cuore o un palpito fuori tempo segnalato dal paziente alla base del collo o alla gola o al centro del petto o addirittura livello dello stomaco. L’extrasistole provoca una sensazione più o meno penosa, talvolta uno stato di ansia e di malessere insopportabili, in certi casi è accompagnata da un colpo di tosse. Talvolta l'extrasistolia non è affatto avvertita dal Paziente. Questa palpitazione può comparire isolata, in modo sporadico nel corso della giornata, oppure regolarmente o capricciosamente intercalata a un certo numero di battiti del cuore. Premesso che nella gran maggioranza dei casi l'extrasistolia è un disturbo benigno alla comparsa di questa aritmia è bene sottoporsi ad un controllo cardiologico, poiché  in alcuni rari casi  potrebbe la spia di una iniziale alterazione del cuore. In certi casi sono apparentemente correlate coi pasti, con le emozioni, con la fatica fisica, col riposo o con nulla, ecc. Qualora si presentassero numerose extrasistoli consecutive queste accrescono il malessere del paziente e talvolta preludono alla tachicardia parossistica, disturbo più serio, che va affrontato con rapidità . Quando le extrasistoli sono avvertite dal Paziente e lo infastidiscono, è tassativo procedere alla loro terapia. Questo poiché possono determinare una invalidante e comunque disturbante ANSIA CRONICA: per questo scopo esistono numerosi farmaci efficaci e privi di effetti collaterali.
Il Professore è un esperto nella diagnosi e nella terapia di questi disturbi.
In moltissimi casi l’ aritmia extrasistolica non è avvertita dal Paziente e viene riscontrata casualmente nel corso di una visita medica o di un elettrocardiogramma.

11) IL PANICO CARDIOCIRCOLATORIO: SINTOMI, COMPRENSIONE DELLA MALATTIA E TERAPIA

Prima di intraprendere una qualsiasi terapia psichiatrica è molto importante sottoporsi ad una approfondita visita cardiologica poichè assai frequentemente la crisi di panico è innescata da sintomi di natura cardiocircolatoria.
E' infatti decisivo l’individuare quale è il motivo scatenante dell'insorgere delle crisi: questo molto frequentemente è di natura cardiologica e quindi fisica. Leggendo queste poche righe il Paziente potrà meglio comprendere la sua situazione e agire in conseguenza. Infatti per iniziare un percorso verso la guarigione deve conoscere la sua malattia e affrontare risolutamente e precocemente il grave disturbo.

 

 

La gran parte delle Persone in buona salute, può avvertire sporadicamente minimi disturbi come una palpitazione, una extrasistole, un fugace dolore toracico, una breve difficoltà respiratoria, un accenno a capogiro, una vampata di calore,  a una sporadica fitta ad un ginocchio o ad un piede senza preoccuparsi e senza farci caso.
Succede invece che, in particolari momenti della vita senza un motivo causale evidente, alcuni Soggetti, che  NON SONO PATOFOBICI, sviluppino una ipersensibilità corporea accompagnata da una grande fragilità emotiva.
Spesso a questa situazione precede un più o meno lungo periodo di cronica ansietà, o anche solo di stress. Questa situazione di ipersensibilità, che di solito è transitoria, li porta ad avvertire come molto dolorosi, fastidiosi, grandemente ansiogeni, quegli stessi disturbi che se si presentassero in soggetti con normale emotività, non provocherebbero in loro alcun turbamento (extrasistoli, palpitazioni, dolori al petto, vampate, fame d'aria, una breve difficoltà respiratoria, capogiri, ecc.), cui prima ho accennato. Sono frequentemente questi sintomi che agiscono da innesco alla crisi o attacco di panico cardiocircolatorio e che poi, poco a poco, minano la fiducia del Paziente nella propria buona salute e talvolta lo terrorizzano.
La crisi di Panico è caratterizzata da una improvvisa esplosione di grave malessere psicologico con grave ansia accompagnata da palpitazione, dolore toracico o precordiale, tachicardia, mancanza di respiro, sudorazione, tremore ,angoscia, timore di morire, di perdere il controllo o addirittura di impazzire.

 

Il Paziente avverte una paura insopportabile e spesso deve ricorrere al medico o più frequentemente al pronto soccorso dove, dopo la visita, non essendosi evidenziata alcuna infermità la cui gravità sia congrua col malessere denunciato dal Paziente, questi viene rassicurato, sedato e immediatamente dimesso con la diagnosi di ansia e con una prescrizione di uno psicofarmaco.
E di quì, frequentemente, inizia il doloroso percorso del Paziente al quale, dato il suo stato emotivo, dopo uno o due passaggi in pronto soccorso, oltre agli  psicofarmaci, viene  consigliata una terapia psicologica o addirittura psichiatrica, considerandolo un soggetto Patofobico.
Questi Soggetti, dato che non appaiono all'occhio del medico malati gravi, sia per la loro giovane età che per il buon aspetto e la loro sintomatologia considerata benigna ( ossia dinon di pericolo per la salute fisica ), vengono genericamente rassicurati e liquidati dal Medico con "non è nulla di grave" , "è soltanto ansia", nel peggiore dei casi "bisogna convivere con questo disturbo"...... . Molto frequentemente questo avviene senza che sia stata individuata la causa dello scatenamento del disturbo o, se diagnosticata, venga prescritta una terapia preventiva di futuri attacchi :  questo avviene poiché il medico  considera l’episodio non pericoloso per la vita del Paziente e, di solito, "rassicura" senza "curare" !  Al massimo viene prescritto un sedativo che non risolve, se non per qualche giorno, la situazione.
Invece, nell’esperienza di chi scrive, la situazione clinica dovrà tassativamente essere molto approfondita onde individuare il disturbo, spesso difficilmente obbiettivabile nel momento della visita, per lo più extrasistolia, brevissime tachicardie o runs aritmici, lievi e brevi crisi asmatiche, brevi turbe respiratorie, fugaci dolori toracici, eccessi di catecolmine circolanti, porfirìa misconosciuta, ecc., responsabile del malessere, ossia il grilletto scatenante la grave crisi ansiosa.
In alcune occasioni il malessere, per lo più rappresentato da aritmie, fame d'aria o dolori toracici,  non è a esplosione acuta, ma è ricorrente, lieve e subcontinuo, inutilmente e passivamente  sopportato dal Paziente. Infatti   Egli  è stato ampiamente rassicurato sul fatto che il suo disturbo “ è niente di grave ” , “ è solo stress ” , " sono fenomeni non pericolosi con i quali si deve convivere ", con risultati transitori sfocianti col tempo in una grave ansia cronica assai invalidante e penosa: il Paziente vive, spesso senza lamentarsi e reagire, in una situazione di terrore ed in attesa di qualche fenomeno mortale.
Dopo un attento esame clinico in molti casi sarà possibile individuare il disturbo scatenante, talvolta legato a turbe digestive, reflusso gastro-esofageo, turbe tiroidee, eccesso di catecolamine circolanti, aritmie, dolori costali, ecc.. Si potrà così spiegare al Paziente l'origine del suo disturbo e il suo grado di reale gravità. Parimenti, con adatta terapia, questo sintomo scatenante dovrà essere curato e, se possibile, eliminato al più presto. E’insensato e crudele non evitargli un disturbo, magari innocuo, ma che gli avvelena la vita minando la sua sicurezza ed il suo benessere fisico.
Infatti per tutte le situazioni morbose capaci di scatenare le crisi, e prima accennnate, esistono efficaci terapie: si tratta solo di precisare la situazione.
Si potranno così evitare molte sofferenze oltre a una "prigionia nella malattia" che costringe il Malato a limitazioni intollerabili nella sua vita ( viaggi, lavoro, famiglia, apprensione con conseguente cattivo umore, preoccupazioni dei famigliari, insofferenza dei parenti a continui  allarmi e lamentele, ecc. ) e ripetuti quanto inutili ricorsi al pronto soccorso.

 

 

Si evince che è particolarmente importante porre la giusta diagnosi poiché, frequentemente ed erroneamente, questi Soggetti vengono considerati malati psichiatrici, PATOFOBICI, e trattati con psicofarmaci anziché con farmaci adatti a contrastare il disturbo fisico, organico, scatenante tutta la situazione. Sovente, invece di trattare la causa prima del malessere, si cerca di allenare il Paziente a sopportare la sua malattia !
E’ necessario agire precocemente affinchè questi disturbi non si cronicizzino e demoliscano il morale dei Pazienti.

Se non verranno evidenziate cause organiche all’origine del disturbo, il Paziente, in tal caso chiaramente patofobico, verrà indirizzato allo Psicologo o allo Psichiatra.

Concludendo si evince che questi attacchi di panico devono indirizzare ad una accuratissima visita, soprattutto cardiologica: il cardiologo con una approfondita ricerca individuerà gli eventuali motivi organici a cui ho prima accennato (extrasistolia,ecc.) , talvolta non più evidenti nel momento della visita, e istituirà una adatta terapia capace di liberarlo da questi fattori scatenanti le crisi.

A tal fine il Professor Cravario, molto esperto in tale patologia, ESIGE, data la delicatezza dei problemi trattati, che il Paziente disponga di almeno un'ora e 1/4 di tempo per la consulenza. Questo per permettergli un dettagliato e calmo colloquio con la Persona, durante il quale si preciseranno  le malattie passate, la storia familiare, i sintomi attuali. Verranno altresì valutati eventuali precedenti esami, terapie e cartelle cliniche. Al termine di questa Anamnesi, molto importante per una valida meditazione e comprensione dei problemi dell'Ammalato, il Paziente verrà visitato accuratamente dal Professore in ogni sua parte, ossia cuore, polmoni, vasi, tiroide, arterie periferiche, fondo dell’occhio ( che è il luogo dove sono direttamente visibili i vasi sanguigni, esame molto importante nei casi di ipertensione ), ed eventualmente sistema nervoso: è infatti nota l'interdipendenza fra cardiocircolazione ed i suddetti apparati. Talvolta, per esempio, esofagiti, gastriti, riflussi gastro esofagei, parassiti intestinali, sono causa di sintomi toracici , così come disturbi tiroidei possono coinvolgere il cuore.
La visita GLOBALE della persona è molto importante per una corretta diagnosi e per l'accertamento sicuro della buona salute  nei Soggetti  con PANICO o ansietà.
Verrà in seguito eseguito al Malato un elettrocardiogramma ad alta precisione e misurata l’ossigenazione del sangue mediante ossimetria.
Il Professore tiene molto alla meticolosità del lavoro che è il presupposto di una valida diagnosi e terapia.
Se saranno necessari altri esami, questi potranno essere eseguiti anche a carico del Sistema Sanitario Nazionale come ad esempio la CORONAROGRAFIA NON INVASIVA mediante tac del torace, monitoraggio secondo Holter, ecc..

Le consulenze avvengono presso lo studio Cardiologico del Professore, molto e modernamente attrezzato, dove si sarà in grado di definire con precisione la situazione clinica, la pericolosità del disturbo e la sua terapia.
Lo studio è sito in corso Giovanni Lanza 78, Torino. E’ questa una zona della città molto tranquilla dove non vi alcun è problema di PARCHEGGIO . E’ anche raggiungibile con i mezzi Pubblici : Metropolitana fino a Porta Nuova ; di quì BUS linea 52 verso corso Fiume. Linea 66 parte da Rivoli per Madonna del Pilone e viceversa; Linea 70 parte da corso San Maurizio per Pecetto e viceversa ; Navetta 73 dalla Gran Madre a piazza Zara e viceversa.
COSTO PER ONORARI: Prima visita € 160, compreso elettrocardiogramma ad alta precisione, esame del fondo dell’occhio ed ossimetria. Massimo € 200 se fossero necessarie particolari indagini. Comprese nel costo della prima visita eventuali telefonate successive per indispensabili chiarimenti.

VISITE SUCCESSIVE € 140.

Per fissare un appuntamento telefonare allo 011 660 17 67. Segnalare all'assistente se vi fosse urgenza.
Per CASI URGENTISSIMI rivolgersi direttamente al Professore al suo telefono personale 330 51 32 41.
Per eventuali disdette si prega avvisare 24 ore prima allo 0116601767. Grazie.

12) FAME D'ARIA CON CRISI D'ANSIA

Alcune persone, nei momenti più impensati, accusano una DIFFICOLTA' di RESPIRO, avvertita come incapacità a riempire completamente d'aria i polmoni, in particolare più a riposo che non sotto sforzo: questo causa Loro grave apprensione, ansia ed angoscia. Si configura così una crisi di Panico che talvolta porta il Paziente al pronto Soccorso e assai frequentemente allo Psichiatra. Si è visto che molti di questi casi sono effettivamente di competenza psicologica, ma in tanti altri la difficoltà respiratoria ossia la dispnea è causata da motivi fisici. Per questo motivo il Paziente andrà esaminato meticolosamente dal cardiologo onde escludere cause fisiche del disturbo, talvolta di difficile obbiettivazione, come, per esempio, fugaci crisi asmatiche o brevi crisi aritmiche, ecc. .Si eviterà così di curare con psicoterapia o psicofarmaci un Soggetto che necessita di ben altre terapie .​

13) ANSIETA' LIEVE MA PROLUNGATA SOSTENUTA DA DISTURBI FISICI, così detti, INNOCENTI.

E’ questo il caso di tanti Soggetti affetti da INNOCENTI disturbi (poiché indagati a fondo e risultati non pericolosi per la vita ) , quali PALPITAZIONI, extrasistoli, brevi tachicardie, DOLORI localizzati al torace di variata definizione come puntori, a stilettate, oppressivi, profondi, superficiali, intercostali, ​

sincroni col respiro, fugaci SINTOMI RESPIRATORI con apparenre difficoltà a riempire a dovere i polmoni, ecc.. Questi Pazienti che sono stati rassicurati a suo tempo dal medico sulla benignità dei Loro disturbi e sulla non necessità di una terapia risolutiva. Questa rassicurazione basta a molte Persone per non far più caso a questi malesseri ed in tal caso l’astensionismo terapeutico è  giustificato e condivisibile.
Tuttavia esistono Soggetti che sono molto disturbati da questi sintomi, che se pur sanno essere benigni, tuttavia causano loro piccoli dolori o, se pur lievi, reazioni emotive fastidiose.
In questi casì è doveroso per il medico trattare con adeguati farmaci questi sintomi al fine di evitare a questi Pazienti l’insorgenza di senso di insicurezza sulla propria salute, mancanza di una completa serenità e col tempo ansietà lieve ma cronica, talvolta anche depressione, turbe del sonno ed altre possibili sofferenze. 

14) INFARTO CARDIACO

L'infarto cardiaco è una grave alterazione di una parte dei tessuti costituenti il cuore, che può giungere fino alla loro morte  . E' causato da una importante e rapida ischemia di una zona del cuore. Per ischemia si intende la riduzione dell'afflusso di sangue e quindi di ossigeno e di sostanze nutritive ad una parte del corpo, nella fattispecie, ad una parte del cuore. La causa più frequente di ischemia cardiaca è la rapida riduzione o la obliterazione del lume di una arteria coronarica, ossia di una delle arterie che nutrono il cuore. Le cause più frequenti della rapida riduzione del lume delle arterie coronarie sono l' arteriosclerosi, ossia l'indurimento fibrotico dei vasi, accompagnato dalla formazione di un trombo intrarterioso, ossia di un ostruzione al passaggio del sangue in corrispondenza di una placca ateromatosa,  oppure un restringimento del lume del vaso, oppure, meno sovente, uno spasmo di un arteria. L'infarto è una  malattia dell'età matura  e raramente colpisce i giovani. Solitamente l'infarto si manifesta con un grave dolore toracico irradiato all'arto superiore sinistro, accompagnato da una importante oppres ischemia sione respiratoria. Non mancano però casi in cui il dolore è poco intenso oppure è localizzato a livello della bocca dello stomaco o al dorso. Quando si sospetta un infarto si deve, quanto prima meglio, senza attendere l'arrivo di un medico, ricorrere ad un pronto soccorso di un grande ospedale: qui si potrà immediatamente provvedere a disostruire il vaso coronarico malato. In tal modo sarà possibile evitare che l'ischemia, se troppo prolungata, causi  lamorte dei tessuti cardiaci afferenti all'arteria occlusa (con una perdita parziale ed irreversibile della funzionalità cardiaca). Da quanto sopra detto si evince che è importante scoprire a tempo e contrastare quelle cause capaci di condurre alla malattia delle coronarie, ossia la familiarità, l'ipertensione arteriosa, l'ipercolesterolemia, l'ipertrigliceridemia, il diabete, il sovrappeso, il fumo, lo stress eccessivo. Se il danno coronarico fosse già presente si dovrà coglierne con anticipo la presenza onde con opportune cure evitare l'insorgenza  di occlusione foriera di guai estremi. Per tutto questo è molto importante avere un periodico contatto con un medico scrupoloso, o meglio con un cardiologo. In casi di incertezza si potranno eseguire approfonditi esami come la prova da sforzo, la coronarografia non invasiva mediante tac coronarica, ecc.
Questo controllo è ancora più impellente nei soggetti che si dedicano allo sport nell'età matura  poichè non è sufficiente la normalità di un elettrocardiogramma per poter tranquillizzare totalmente lo sportivo attempato, ma lo è l'accurata visita di un esperto cardiologo.
Il sospetto di infarto consiglia un immediato ricorso ad un pronto soccorso di un grande ospedale, dove verrà disostruita l'arteria, senza perdere tempo prezioso nell'attesa dell'arrivo di un medico. Per disostruire l'arteria verrà aspirato o sciolto il  trombo ostruente. L'arteria verrà poi dilatata forzatamente mediante l'introduzione di un palloncino gonfiabile dall'esterno e mantenuta la diltazione mediante uno "stent".

15) ANGINA PECTORIS

L'angina di petto o angina pectoris è caratterizzata da un accesso improvviso di dolore toracico, di solito alla parte sinistra o alla parte centrale del petto, irradiato al braccio sinistro ed accompagnato da angoscia e difficoltà respiratoria. Questi sintomi di solito sono scatenati da sforzi fisici, da emozioni, oppure dall'inspirazione di aria molto fredda o da improvvisi aumenti della pressione arteriosa. Talvolta le crisi dolorose insorgono spontaneamente, anche a letto. L'angina rivela una carenza di ossigeno ad una parte del  cuore. Questo deficit è di solito conseguenza della ristrettezza di un arteria coronaria o di uno spasmo di questa. La comparsa del disturbo è importante poiché spinge il paziente a consultare il medico che potrà intuire e documentare l'eventuale danno coronarico. Sarà così possibile ricorrere prontamente alla riparazione dell'arteria coinvolta, la cosidetta coronaroplastica,, prima che si determini un infarto cardiaco, ossia un danno permanente alla muscolatura del cuore.
Il danno coronarico di solito è causato da placche fibrose, oppure da formazioni endoarteriose infarcite di colesterolo, che condizionano una riduzione del lume della coronaria e quindi una riduzione della portata di sangue. A volte a restringere il lume è uno spasmo coronarico. In altri casi laportata dell'arteria è sufficiente in condizioni di riposo ma se ne evidenzia la carenza sotto sforzo, quando il cuore richiede più nutrimento. Affinché non avvenga questo restringimento dei vasi coronarici è utile attuare una prevenzione del danno arterioso che si realizza seguendo, sin da giovani, un corretto stile di vita evitando il fumo, il sovrappeso, l'ipertensione arteriosa, curando il diabete e correggendo l'eventuale ipercolesterolemia. Quest'ultima può essere corretta con opportune misure dietetiche, con prodotti naturali, talvolta assai efficaci o, in certi casi, con i farmaci. Quando il danno alle coronarie è di grado severo si dovrà ricorrere alla coronaroplastica, che spesso ristabilisce una sufficiente portata del vaso.

16) VIZI VALVOLARI

I VIZI VALVOLARI sono alterazioni  di alcune strutture necessarie per l'attività di pompa del cuore. I vizi valvolari possono essere congeniti, ossia legati ad un errore dello sviluppo del cuore durante il periodo fetale, oppure acquisiti a seguito di numerose malattie come il reumatismo articolare acuto, l'arteriosclerosi, i traumi, la sifilide, la scarlattina, l'endocardite ed altri morbi più rari. Da quanto sopra detto si evince la necessità di curare molto precocemente e seriamente questi stati patologici per evitare lesioni alle valvole.  Soprattutto per l'endocardite, ossia la colonizzazione microbica su di una valvola già malata, ne è importante la prevenzione  perchè lo stabilirsi di questa aggrava molto la prognosi di un vizio valvolare. L'endocardite tende a stabilirsi in occasione di infezioni dell'organismo quali ascessi, infezioni dentarie, estrazione i denti, detartrasi, endoscopie, ferite, infezioni tonsilari, ecc.. Oltre al rischio di infezione, le valvulopatie determinano una maggiore o minore difficoltà del pompaggio del sangue da parte del cuore. È possibile, quando il danno funzionale è poco sostenibile da parte del cuore con comparsa di deficit circolatori, praticare la correzione chirurgica o endoscopica del danno valvolare.  Il cardiochirurgo in passato impiantava valvole artificiali, attualmente tende a non sostituire la valvola ma a ripararla, mediante la cosiddetta plastica valvolare. I vizi valvolari possono essere congeniti, ossia legati ad un errore dello sviluppo del cuore durante il periodo fetale, oppure acquisiti a seguito di numerose malattie come il reumatismo articolare acuto, l'arteriosclerosi, i traumi, la sifilide, la scarlattina, l'endocardite ed altri morbi più rari. Da quanto sopra detto si evince la necessità di curare molto precocemente questi ultimi stati patologici. Talvolta la valvulopatia determina una insufficienza di circolazione del sangue, detta anche insufficienza o scompenso cardiaco, che è una grave condizione che si presenta con tachicardia,  mancanza di respiro, edemi agli arti inferiori, cianosi, ecc., che va immediatamente trattata.  Infatti si determina determina , con l'eccesso di lavoro, un sovraffaticamento del cuore, una sua ipertrofia, ossia un aumento di volume; dopo un periodo di tempo variabile si potrà giungere allo scompenso cardiaco, situazione molto grave che impone una immediata terapia. Il Paziente affetto da vizio valvolare, a seconda della sua gravità, può non avvertire alcun sintomo, oppure accusare stanchezza, palpitazioni, ossia batticuore, mancanza di respiro, tosse, sputo rosato, ed edemi, ossia gonfiori, soprattutto agli arti inferiori, nicturia, colorito del volto leggermente violaceo anziché roseo, la cosiddetta cianosi. Il cardiologo,oltre a rilevare i sintomi sopracitati, con l'auscultazione avverte il soffio cardiaco ossia il rumore causato da una valvola danneggiata a cui si associa l'ingrandimento del cuore.  Infatti a vizio stabilito, se questo causasse importanti alterazioni circolatorie,dopo un periodo di terapia medica, si dovrà ricorrere alla chirurgia.
Per capire la funzione delle valvole si deve sapere che il sangue circola dalla periferia verso il cuore attraverso le vene che lo portano al cuore destro. Questo lo pompa nei polmoni dove il sangue viene ossigenato e purificato dall'anidride carbonica e di quì giunge al cuore sinistro. Questo lo pompa nell'aorta e di qui raggiunge le arterie del corpo che lo distribuiscono nei più reconditi luoghi dell'organismo. Qui mediante i capillari vengono cedute le sostanze nutritive e l'ossigeno ai tessuti, e asportata l'anidride carbonica ed altre scorie. Dai capillari il sangue passa nelle vene, e da queste al cuore destro, dove ricomincia il ciclo prima descritto. Per far circolare il sangue esiste il cuore, che è una pompa costituita da a un sacchetto elastico autonomamente pulsante, che si contrae per espellerelo e si dilata per riceverlo. Affinché il sangue segua il percorso prima descritto, sono necessarie le valvole cardiache che ne impongono la direzione di circolazione. Se una o più valvole si guastassero il cuore, a parità di contrazione, pomperebbe meno sangue. Per garantire di fornire all'organismo il sangue necessario dovrà lavorare di più. Il danno alle valvole del cuore si chiama valvulopatia o vizio valvolare. Questo determina , con l'eccesso di lavoro, un sovraffaticamento del cuore, una sua ipertrofia, ossia un aumento di volume; dopo un periodo di tempo variabile si potrà giungere allo scompenso cardiaco, situazione molto grave che impone una immediata terapia. Il Paziente affetto da vizio valvolare, a seconda della sua gravità, può non avvertire alcun sintomo, oppure accusare stanchezza, palpitazioni, ossia batticuore, mancanza di respiro, tosse, sputo rosato, ed edemi, ossia gonfiori, soprattutto agli arti inferiori, nicturia, colorito del volto leggermente violaceo anziché roseo, la cosiddetta cianosi. Il cardiologo,oltre a rilevare i sintomi sopracitati, con l'auscultazione avverte il soffio cardiaco ossia il rumore causato da una valvola danneggiata a cui si associa l'ingrandimento del cuore.  Infatti a vizio stabilito, se questo causasse importanti alterazioni circolatorie,dopo un periodo di terapia medica, si dovrà ricorrere alla chirurgia.

17) ICTUS E TIA

L' ictus è l'insorgenza subitanea ed improvvisa di una grave alterazione della funzionalità cerebrale. Questa può manifestarsi come una turba della coscienza, o del linguaggio o un'alterazione nell'esecuzione dei movimenti volontari del corpo o un'alterazione della sensibilità del corpo stesso. Vi sono altre manifestazioni, più rare,dell'ictus cerebrale che in questa sede non illustro. L'apoplessia,  come è denominato anche l'ictus, può dipendere da svariate cause, quali l'emorragia cerebrale, l'ischemia cerebrale  talvolta causata dall' l'embolia cerebrale. Nella emorragia cerebrale si ha la rottura di un piccolo vaso nel tessuto del cervello con  effetti destruenti, nella ischemia si ha l'occlusione parziale o totale di un vaso deputato alla nutrizione del cervello. La rottura di un vaso o la sua ostruzione è di solito legata a un danno della sua parete dovuta per lo più all'arteriosclerosi. L'arteriosclerosi è una malattia dei vasi arteriosi causata da predisposizione familiare e dall'età, ma soprattutto dall''ipertensione arteriosa, dall' ipercolesterolemia, dal diabete, e talvolta dal fumo. Vi sono casi di rottura di piccoli aneurismi di vasi cerebrali  affetti da un danno congenito, a impronta famigliare. Precisando e curando adeguatamente tali situazioni morbose si minimizza il danno della parete arteriosa e quindi si attua una prevenzione dell'ictus. L'altra causa di ictus è l' embolia in un vaso del cervello. Embolia significa presenza di un corpo estraneo in un'arteria che ne viene occlusa. Questo corpo estraneo può essere aria, per esempio nel caso delle embolie da decompressione rapida negli sport subacquei, oppure un coagulo di sangue, detto trombo, che proviene di solito dal cuore malato. Questo è molto frequente in  caso di fibrillazione atriale non trattata adeguatamente.

Il TIA è un deficit molto transitorio di una porzione di tessuto cerebrale determinato  da una ostruzione meccanica minima o da un transitorio spasmo arterioso. E' situazione clinica che arreca danni moderati ma che può precedere l'avvento di un ben più grave ictus. Esige l'istituzione di una immediata terapia preventiva di solito antiaggregante.

 

CUORE E ASSUNZIONE DI PSICOFARMACI

Il Professore controlla il cuore dei Pazienti in terapia con Psicofarmaci, con particolare attenzione al tratto Q-T dell’elettrocardiogramma, che può venire alterato dall’assunzione di tali importanti sostanze. Questa alterazione, in particolare l’allungamento dell’ intervallo Q-T , se presente deve essere attentamente valutata dal cardiologo.

18) ICTUS E TIA

Le malattie del cuore e della circolazione sono la più importante causa di morte nel mondo. Spesso esse agiscono in modo brutale, portando a morte il Paziente in pochissimi istanti, e frequentemente senza prima dare alcun segno della loro presenza.
È chiaro che è molto importante scoprire, prima che avvengano questi gravi fatti, elementi che possano permetterci di evitarli.
Dobbiamo tenere presente che i principali fattori di rischio cardiovascolare sono la familiarità di malattia cardiaca, la pressione arteriosa elevata, il sovrappeso e l'obesità, il diabete, l'iperuricemia, l'ipercolesterolemia, ossia la presenza di eccessive quantità rispettivamente di acido urico e di colesterolo nel sangue, la scarsa attività fisica, ossia la sedentarietà, il fumo di sigaretta, lo STRESS . I maschi sono più colpiti delle femmine.
È chiaro che un soggetto che presenti alcuni di questi fattori debba consultarsi, anche se ancora in giovane età, con un esperto cardiologo. Infatti molte di questi fattori di rischio possono essere resi inoffensivi da misure adeguate, spesso molto semplici da attuare.

Per l'ipertensione arteriosa esistono oggi farmaci, facili da assumere, ben tollerati, forniti dal sistema sanitario gratuitamente, sì che questo problema può oggi considerarsi risolto. Questo è vero se la terapia è istituita sapientemente, pochè non tutte le ipertensioni richiedono la medesima terapia. Inoltre la cura dovrà essere istituita al più presto onde limitare i danni dell'ipertensione.

Per l'eccesso di zucchero nel sangue, che caratterizza la situazione diabetica, vi sono attualmente mezzi potenti per mantenerla sotto controllo.

Per l'eccesso di acido urico o di colesterolo nel sangue, oltre a diete molto facili da seguire e poco penalizzanti, sono disponibili farmaci, alcuni di essi di origine naturale, molto ben tollerati ed efficaci per combatterli.

Naturalmente se esiste sovrappeso dovranno essere adottate misure adatte a ridurlo: la più importante è quella di una attività fisica per la quale potrebbero bastare pochi minuti di buona volontà al giorno.
Notevole è pure l'importanza della regola che le calorie ingerite dal Paziente dovranno corrispondere a quelle bruciate dall'organismo. A questo scopo basteranno poche e chiare regole indicate dal medico quali la riduzione dell quantità di cibo e l'astenersi da cibi ricchi di grassi animali, da zuccheri a rapido assorbimento quali i dolciumi, il miele, la marmellata, lo zucchero, e i cereali raffinati.
Nel caso dell'idoneità delle persone attempate all'attività sportiva, si segnala che per accertarla non è suffficiente l'esecuzione di un ellettroardiogramma, ma è necessaria una approfondita visita cardiologica.

19) ICTUS E TIA

REPERIBILITA’ DEL PROFESSORE: Egli è SEMPRE reperibile per casi URGENTISSIMI al 330513241. Si prega di non interrompere l'attività  del Professore poiche per questioni NON URGENTISSIME è disponibile il telefono della segretaria, 0116601767: entro poche ore verrete richiamati dal Professore.

Il Professore ESIGE, data la delicatezza dei problemi trattati, che il Paziente disponga di almeno un'ora1/4 di tempo per la consulenza. Questo per permettergli un dettagliato e calmo colloquio con la Persona, durante il quale si preciseranno i motivi della visita, le malattie passate, la storia familiare, gli eventuali sintomi attuali. Verranno altresì valutati  precedenti esami, terapie e cartelle cliniche. Al termine di questa Anamnesi, molto importante per una valida meditazione e comprensione dei problemi dell'Ammalato, il Paziente verrà visitato accuratamente dal Professore in ogni sua parte, ossia cuore, polmoni, vasi, tiroide, arterie periferiche, fondo dell’occhio ( che è il luogo dove sono direttamente visibili i vasi sanguigni, esame molto importante nei casi di ipertensione ), ed eventualmente sistema nervoso: è infatti nota l'interdipendenza fra cardiocircolazione ed i suddetti apparati. La visita GLOBALE della persona è molto importante per una corretta diagnosi e terapia, per esempio per la prescrizione di una terapia dell'ipertensione arteriosa "personalizzata" e non una qualsiasi "pillola" ipotensiva di cui abbondano le farmacie, e così per altri problemi come l'accertamento sicuro della buona salute cardiaca  nei casi di attacchi di PANICO o di ansietà e negli sportivi specie se attempati.
Verrà in seguito eseguito al Malato un elettrocardiogramma ad alta precisione e misurata l’ossigenazione del sangue mediante ossimetria.
Il Professore tiene molto alla meticolosità del lavoro che è il presupposto di una valida diagnosi e terapia.
Se saranno necessari altri esami, come ad esempio una coronarografia NON invasiva mediante Tac del torace, un Holter, ecc. questi potranno essere eseguiti anche a carico del Sistema Sanitario Nazionale.

Alla fine della visita verrà esaurientemente illustrato al Paziente il Suo stato clinico, data risposta alle sue domande e, se necessaria, prescritta terapia.

Il COSTO PER ONORARI della visita cardiologica o del check-up, compreso elettrocardiogramma ad alta precisione ed ossimetria, è di euro 160 /180 , massimo € 200 in caso di particolari esami .Se fossero necessarie visite successive € 140. E' abitudine del Professore, se necessario, di monitorare il Paziente telefonicamente dopo la visita, senza alcuna spesa.

Il Professore è sempre reperibile, per CASI URGENTISSIMI al suo cellulare  330513241  . Per problemi NON URGENTISSIMI si prega  di  rivolgersi alla Segretaria 0116601767  : entro qualche ora il Professore vi richiamerà.

Per le prenotazioni di visita rivolgersi alla Segretaria allo 011 660 1767.
Se vi fosse urgenza segnalarlo all'Assistente che informerà il Professore .

Si PREGA, in caso di impossibilità di venire all’appuntamento, di segnalarlo allo 0116601767 almeno 48 ore prima. Grazie .

Le consulenze avvengono presso lo studio Cardiologico del Professore, molto e modernamente attrezzato, sito in corso Giovanni Lanza 78 Torino ( zona della città molto tranquilla dove non vi alcun è problema di PARCHEGGIO ). Anche raggiungibile con i mezzi Pubblici : Metropolitana fino a Porta Nuova ; di quì BUS linea 52 verso corso Fiume. Linea 66 parte da Rivoli per Madonna del Pilone e viceversa; Linea 70 parte da corso San Maurizio per Pecetto e viceversa ; Navetta 73 dalla Gran Madre a piazza Zara e viceversa.